Tredicesima detassata, Tajani lancia l'idea per la manovra: meno tasse per rilanciare i salari
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Redazione Interno
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Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, intervenendo a un incontro con Assolombarda a Milano, ha avanzato una proposta che potrebbe rivedere il regime fiscale della tredicesima mensilità, definendola «un po' azzardata» ma meritevole di essere esplorata. L’ipotesi, che rientra in un più ampio ventaglio di misure che il governo sta valutando per la prossima legge di Bilancio, mira ad alleggerire il cuneo fiscale sui lavoratori dipendenti, i quali attualmente percepiscono il bonus natalizio con un trattamento contributivo e Irpef identico a quello della retribuzione ordinaria.
A differenza dello stipendio mensile, però, la tredicesima non beneficia delle detrazioni per lavoro dipendente, le quali vengono calcolate e ripartite su dodici mensilità; un meccanismo che, se esteso alla gratifica aggiuntiva, comporterebbe un indebito vantaggio fiscale per il percettore. Tajani, tuttavia, solleva la questione di un possibile sgravio, inserendola in un disegno più articolato che include anche la riduzione dell’aliquota Irpef per la seconda scaglione – dal 35% al 33% – e un regime agevolato per gli straordinari e il lavoro festivo, forse tramite una tassazione separata al 5%.
L’obiettivo dichiarato è quello di incrementare il potere d’acquisto delle famiglie, sostenendo il lavoro aggiuntivo e aumentando il netto in busta paga durante l’anno. Si tratterebbe di interventi onerosi, la cui fattibilità dipenderà interamente dalla disponibilità di risorse finanziarie che il ministero dell’Economia dovrà verificare nel quadro della manovra. Le parole di Tajani segnano dunque una direzione politica, più che un impegno concreto, ma indicano la volontà di privilegiare misure a supporto del reddito da lavoro.




