Sarri rescinde con la Lazio, il tecnico si attende a Bergamo
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Redazione Sport
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Il passaggio formale, necessario per liberarsi dal vecchio vincolo e poterne sottoscrivere uno nuovo, è arrivato nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio. La Lazio ha comunicato la risoluzione anticipata del contratto che legava Maurizio Sarri alla società, un accordo triennale sottoscritto nell'estate del 2025 e valido fino al 2028. Il club capitolino, attraverso una nota ufficiale depositata presso la Lega di Serie A, ha preso atto della conclusione del rapporto professionale rivolgendo al tecnico toscano e ai suoi collaboratori i migliori auspici per il prosieguo dell'attività.
La separazione, definita consensualmente dalle parti, chiude un'esperienza durata una sola stagione, dopo il ritorno dell'allenatore sulla panchina biancoceleste nel 2025.
Una stagione sotto le attese e l'addio alla capitale
Il tecnico, che aveva già guidato la Lazio dal 2021 al 2024 rassegnando le dimissioni il 13 marzo 2024, lascia la squadra al nono posto in classifica, un piazzamento certamente al di sotto delle aspettative di inizio anno. A pesare sulla decisione ha contribuito anche la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro l'Inter, un ko che ha messo la parola fine a un'annata complicata per i colori biancocelesti.
Con la risoluzione del contratto da cui era legato fino al 2028, Sarri si è liberato del vecchio ingaggio e ora può guardare avanti, verso una nuova sfida che lo attende nel Nord Italia.
L'incastro con Giuntoli e la panchina nerazzurra
Mentre a Roma si prepara l'arrivo di Gennaro Gattuso per prendere il suo posto, l'ex tecnico del Napoli e della Juventus è atteso a Bergamo per guidare l'Atalanta. A spingere con decisione per il suo arrivo è stato il nuovo direttore sportivo nerazzurro, Cristiano Giuntoli, con il quale Sarri ha condiviso un'esperienza importante e intensa ai tempi del Napoli; quel sodalizio, mai sopito del tutto, ha rappresentato il catalizzatore decisivo per convincere il "Comandante" a sposare il progetto orobico.
L'intesa verbale con la Dea era stata raggiunta già nei giorni precedenti, e ora, con la risoluzione ufficiale tra le mani, mancano solo le firme per l'inizio di una nuova era tattica a Bergamo.
La rivoluzione tattica a Bergamo
L'avvento di Sarri segna un cambio di paradigma netto rispetto al recente passato nerazzurro, fatto di una difesa a tre cara all'era Gasperini. Il 67enne tecnico di Figline porterà con sé il suo marchio di fabbrica, il 4-3-3, un sistema che richiederà un centrocampo organizzato attorno a un regista classico e una pressione zonale maniacale.
L'obiettivo della proprietà, sancito da un contratto triennale che legherà l'allenatore al club fino al 2029, è quello di costruire un progetto solido e di lungo respiro per ritornare stabilmente ai vertici del calcio italiano. La rivoluzione, insomma, è già cominciata tra via della Pergola e la città lombarda, con il primo appuntamento ufficiale fissato per la preparazione estiva in vista della prossima Conference League.
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