Strage di Viareggio, confermati i 5 anni all’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d’Appello di Firenze ha confermato, senza modifiche, le condanne stabilite nel cosiddetto processo "ter" per la strage ferroviaria di Viareggio, avvenuta il 29 giugno 2009, quando un treno merci deragliò provocando la morte di 32 persone e il ferimento di oltre un centinaio. Tra le pene mantenute, i cinque anni per Mauro Moretti, già amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, e i 4 anni, 2 mesi e 20 giorni per Michele Mario Elia, ex numero uno di Rfi.

Il verdetto, che riguarda tutti i 12 imputati, segue un iter giudiziario durato sedici anni, segnato da sei processi e più di 250 udienze. La Cassazione, in precedenza, aveva annullato le sentenze di secondo grado rinviando il procedimento per una nuova valutazione, ma i giudici d’appello hanno ripristinato le stesse pene, applicando le attenuanti generiche nei limiti minimi – riduzione di un nono – senza ulteriori sconti.

«Oggi è una buona giornata per noi e per chi non c’è più», ha dichiarato Daniela Rombi, presidente dell’associazione "Il mondo che vorrei", che riunisce i familiari delle vittime. «La sentenza arriva dopo anni di attesa, e il tempo logora», ha aggiunto, sottolineando come, nonostante il percorso giudiziario non sia ancora concluso – resta un possibile ricorso in Cassazione – il riconoscimento delle responsabilità rappresenti un passo fondamentale.

Quella notte del 2009, il deragliamento di un carro cisterna carico di Gpl innescò un’esplosione che devastò l’area intorno alla stazione, travolgendo case e automobili. Molti dei sopravvissuti riportarono ustioni gravissime, con danni permanenti che ne segnarono l’esistenza. Le indagini accertarono carenze nella manutenzione dei vagoni e nel sistema di sicurezza, portando alla luce responsabilità a più livelli, dalla gestione operativa alla supervisione dirigenziale.

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