Funerali di Sara Campanella a Misilmeri, la laurea honoris causa e il dolore di chi resta: "Vivrò per te"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Migliaia di persone si sono radunate nella chiesa di San Giovanni Battista a Misilmeri, in provincia di Palermo, per l’ultimo saluto a Sara Campanella, la studentessa di 22 anni uccisa a Messina dal compagno di università Stefano Argentino, che ha confessato il delitto. Il feretro, avvolto in un silenzio carico di dolore, è stato accolto da una folla che non ha trovato posto all’interno dell’edificio sacro, costringendo molti a seguire la cerimonia dall’esterno.

Durante la funzione, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha condannato con parole nette la violenza di genere, paragonandone gli effetti a quelli di "una bomba all’idrogeno" per la sua capacità di distruggere non solo una vita, ma tutto ciò che la circonda. "L’amore non uccide", ha ribadito, sottolineando come il femminicidio sia una piaga che continua a lacerare il tessuto sociale. Tra i presenti, anche la rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, che ha annunciato l’avvio dell’iter per conferire alla giovane la laurea honoris causa in Tecniche di laboratorio biomedico, percorso che Sara non potrà vedere concluso.

A spezzare il cuore dei presenti, le parole della migliore amica della vittima, che tra i singhiozzi ha promesso: "Vivrò per te". Un messaggio dei colleghi universitari, letto al termine del rito, ha ricordato la sua determinazione e la passione per lo studio, mentre il corteo funebre si dissolveva tra palloncini bianchi e applausi, un ultimo gesto d’affetto per una vita spezzata troppo presto.

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