Spalletti e il rimpianto della nazionale: "Gattuso ce la farà, ma per me è una ferita che non si chiude"
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Redazione Sport
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Luciano Spalletti, sollevato dall’incarico di commissario tecnico dell’Italia dopo appena due partite nelle qualificazioni ai Mondiali, ha rotto il silenzio durante la trasmissione #Nonsolomercato su Rai 2. Le sue parole, cariche di amarezza, hanno confermato un disagio profondo per come si è conclusa la sua avventura azzurra. "Quello che è accaduto non mi passerà mai", ha detto, sottolineando di aver vissuto quell’esperienza "per sentimento, non per interesse". Un paradiso sfiorato, ma mai davvero conquistato.
Pur evitando polemiche dirette, il tecnico toscano – che vanta uno Scudetto col Napoli, due Coppe di Russia con lo Zenit San Pietroburgo e una carriera costellata di successi – non ha nascosto il rammarico per non aver lasciato un segno tangibile. "Mi dispiace di aver deluso le aspettative", ha ammesso, assumendosi ogni responsabilità. Tra i rimpianti, c’è anche quello di non aver attinto alla Serie B, dove milita il Palermo, club legato a doppio filo con la federazione. Una scelta che, col senno di poi, avrebbe potuto cambiare qualcosa.
A sorpresa, però, Spalletti ha voluto dare una "spinta" al suo successore, Gennaro Gattuso, di cui ha pronosticato la qualificazione al Mondiale. Un endorsement inatteso, considerando i contrasti che hanno segnato i loro rapporti in passato. Quanto al futuro, benché si parli di un possibile approdo shock – forse all’estero – il 65enne sembra ancora prigioniero di quei due mesi in azzurro. Un capitolo breve, ma che ha lasciato il segno.




