Paratici ricomincia dalla Fiorentina: "Sono una persona migliore dopo la squalifica"
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Redazione Sport
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Il ritorno in Italia, dopo cinque anni di assenza e un periodo di inibizione che ha segnato profondamente la sua carriera, si materializza nel calore di Firenze, dove Fabio Paratici è stato ufficialmente presentato come nuovo direttore sportivo della Fiorentina. Nel corso della conferenza stampa tenutasi al centro sportivo Rocco B. Commisso Viola Park, l’ormai ex dirigente di Juventus e Tottenham ha subito rivolto un ringraziamento sentito alla proprietà, evidenziando in particolare la fiducia accordatagli dal presidente Rocco Commisso e dal direttore Alessandro Ferrari, senza tralasciare un pensiero per gli altri membri della famiglia, come Giuseppe Commisso e sua madre Catherine, ai quali ha fatto gli auguri per il nuovo ruolo apicale. Un inizio, il suo, che non nasconde l’emozione per un incarico definito “coraggioso ma convinto”, affrontato dopo un mercato di gennaio gestito a distanza, il quale ha già portato in viola rinforzi come Brescianini, Fabbian, Rugani, Harrison e Solomon.
Le ferite del caso plusvalenze e la rivalsa personale
Il discorso di Paratici, tuttavia, non ha potuto eludere l’argomento più spinoso, quello dei 30 mesi di squalifica legati al noto caso delle plusvalenze, una vicenda giudiziaria che ha avuto un impatto professionale e umano decisivo. “Mi sono vergognato di dovermi difendere”, ha affermato con franchezza il dirigente, aggiungendo un significativo “noi ex Juve…” che lascia intendere un senso di appartenenza ancora forte e, forse, una percezione di trattamento differenziato. Quell’esperienza, sebbone dolorosa, viene però descritta come un crogiolo di crescita personale: “Ora sono una persona migliore, più strutturata”, ha spiegato Paratici, sottolineando come certi eventi costringano a battaglie, riflessioni e analisi che altrimenti non si sarebbero mai compiute. Un percorso che lo ha portato a rivedere il proprio approccio al lavoro, pur senza snaturarne la passione e la determinazione che lo hanno sempre caratterizzato.
Il primo contatto con la squadra e lo staff di Vanoli
Terminata la parte ufficiale con la stampa, Paratici è passato dalle parole ai fatti, immergendosi immediatamente nella realtà del club. Il nuovo ds ha infatti raggiunto la squadra per un primo saluto ufficiale, un momento di conoscenza fondamentale con i giocatori e con lo staff tecnico guidato da Paolo Vanoli. La società ha diffuso alcune immagini di quel primo incontro, che mostrano strette di mano, sorrisi e scambi informali, dipingendo un quadro di un avvio di collaborazione all’insegna della concretezza e della reciproca curiosità. Un passaggio necessario, quello di mettere faccia a faccia il regista del mercato con coloro che dovranno tradurre in campo i suoi progetti, per gettare le basi di un rapporto di fiducia in vista della cruciale parte finale della stagione.
La sfida immediata e il futuro prossimo
La missione, del resto, non ammette indugi, con la Fiorentina chiamata a concentrare ogni energia per centrare l’obiettivo della salvezza. Paratici, che definisce la scelta viola come “coraggiosa e convinta”, sembra avere le idee chiare su questa priorità assoluta, pur senza scendere in dettagli tattici o in valutazioni sulla rosa già costituita. Il suo arrivo segna un cambio di passo nell’organizzazione societaria, un inserimento di esperienza e di un know-how internazionale che la proprietà Commisso ha voluto fortemente per traghettare il club verso una nuova fase. L’attenzione, ora, è tutta rivolta al campo, alla costruzione di un assetto competitivo e a quel lavoro quotidiano che, partendo proprio da quei primi colloqui nel Viola Park, dovrà tradursi in risultati concreti.




