Pogacar cade nella tappa di Tolosa, ma il gruppo lo aspetta: "Regola non scritta"
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Redazione Sport
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Momenti di tensione hanno caratterizzato gli ultimi chilometri dell’undicesima tappa del Tour de France, quando Tadej Pogacar, leader della UAE Team Emirates e in lizza per il suo quarto titolo, è finito a terra dopo aver toccato la ruota posteriore di Tobias Halland Johannessen. L’incidente, avvenuto a bassa velocità, ha visto lo sloveno scivolare sull’asfalto e urtare contro un muretto, senza riportare conseguenze gravi ma con qualche ferita che potrebbe rendergli la giornata più complicata. Quello che ha colpito, però, è stata la reazione del gruppo: i rivali, incluso Jonas Vingegaard, hanno deciso di rallentare, rispettando quella che nel ciclismo viene considerata una "regola non scritta".
Stefano Garzelli, commentatore tecnico della Rai, ha sottolineato come Pogacar abbia riportato «qualche ferita fastidiosa», mentre Vingegaard sembra in ottima forma. Intanto, la corsa si sposta sui Pirenei con la dodicesima tappa, che prevede un finale impegnativo tra il Col du Soulor, il Col de Bordères e l’arrivo in salita a Hautacam. Una prova che potrebbe già delineare ulteriormente i ruoli nella lotta per la maglia gialla.
Johannessen, il corridore norvegese della Uno-X Mobility coinvolto nella caduta, si è detto dispiaciuto per l’accaduto, pur non ritenendosi responsabile. «Non era mia intenzione far cadere Pogacar», ha spiegato, denunciando però di aver ricevuto minacce sui social network, un fenomeno che, purtroppo, accompagna sempre più spesso episodi del genere




