L'oro vola verso i 4.000 dollari tra le incertezze globali, Piazza Affari frena
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Redazione Economia
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Le Borse europee hanno chiuso la seduta in ordine sparso, con Milano che, seppur in controtendenza rispetto ad alcune piazze, ha registrato un lieve calo dello 0,17%. Un risultato che, se da un lato evidenzia una certa resistenza, dall’altro riflette le pressioni di un mercato globale ancora molto instabile. L’andamento contrastato di Wall Street, che pure ha aperto in leggero rialzo, non è stato sufficiente a imprimere una svolta decisamente positiva agli listini del Vecchio Continente. A Piazza Affari, comunque, non sono mancati i movimenti speculativi, con Unipol che ha rubato la scena alimentata da voci di possibili manovre societarie.
La corsa all'oro come bene rifugio
In un contesto del genere, segnato dalla persistente crisi politica francese e dal protrarsi dello shutdown negli Stati Uniti, gli investitori hanno mostrato una chiara preferenza per l’alleggerimento delle posizioni più rischiose sull’azionario. Molti di loro, infatti, hanno scelto di concentrarsi sul bene rifugio per eccellenza, spingendo l’oro a sfondare il muro dei 4.000 dollari l’oncia. Un traguardo storico, quello raggiunto dal metallo giallo, che sottolinea una domanda massiccia e apparentemente inesauribile. Goldman Sachs, interpretando questo clima, ha addirittura alzato le proprie stime sugli afflussi, prevedendo che possano protrarsi a lungo.
L'impatto dello shutdown americano
La situazione negli Stati Uniti, dove si entra ormai nella seconda settimana di blocco delle attività federali, contribuisce in maniera determinante a questo clima di opacità. La mancanza di dati economici aggiornati, dei quali non possono fruire né gli operatori di mercato né la Federal Reserve, crea un vuoto informativo che amplifica le paure e frena qualsiasi slancio rialzista consistente. Senza indicatori affidabili sulla salute dell’economia, ogni decisione di investimento diventa più complessa, spingendo capitali verso asset considerati più sicuri.
Bitcoin e dollaro in forte rialzo
Non è un caso, quindi, che a brillare non sia solo l’oro. Anche il bitcoin, spesso considerato una sorta di “oro digitale”, ha toccato un nuovo record, attestandosi sui 125.000 dollari. Mentre il Brent fatica a risalire e rimane poco sopra i 65 dollari al barile, il dollaro si rafforza ulteriormente, con l’euro che viene scambiato a 1,1662. Questo panorama conferma una tendenza ormai consolidata: in mancanza di segnali chiari sull’economia reale, la finanza globale cerca riparo in valori concreti, come i metalli preziosi, o in alternative decentralizzate.




