Btp, collocati 2,5 miliardi dello Short Term a febbraio 2028: rendimento in calo al 2,80%
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, come da tradizione per la chiusura della settimana, ha proceduto al collocamento della settima tranche del Btp Short Term con scadenza fissata al 28 febbraio 2028. L’operazione, andata in porto senza particolari scossoni nonostante il contesto di mercato ancora vigile sulle decisioni delle banche centrali, ha fatto registrare un ammontare emesso pari a 2,5 miliardi di euro. Si tratta, in buona sostanza, del massimo della forchetta – che era stata inizialmente fissata tra 2,25 e 2,5 miliardi – segno evidente di una strategia di finanziamento che punta a sfruttare la finestra di liquidità ancora presente sul mercato.
Domanda in crescita e rapporto di copertura solido
A fare da contraltare all’offerta è stata una domanda particolarmente sa, che ha raggiunto quota 4,08 miliardi di euro. Questo dato, certificato dalla Banca d’Italia al termine delle contrattazioni, ha prodotto un rapporto di copertura di 1,63. Tradotto in numeri concreti, significa che la richiesta complessiva ha superato di oltre un terzo l’offerta disponibile, un risultato che rassicura il Tesoro sulla tenuta dell’appetito per il debito italiano a breve termine. Si tratta, comunque, di un valore leggermente inferiore rispetto al rapporto registrato nell’asta precedente, quando la competizione era stata più agguerrita; in quell’occasione, infatti, il rapporto di copertura aveva sfiorato quota 1,78, trainato da aspettative diverse sui tassi.
Il meccanismo dell’asta marginale e la cedola del 2,2%
Il titolo in questione, che paga una cedola annua lorda del 2,20% – staccata con cadenza semestrale per la precisione il 28 febbraio e il 28 agosto di ogni anno – è stato aggiudicato secondo il meccanismo dell’asta marginale. Questo metodo, che lascia al dipartimento del Tesoro un margine di discrezionalità nella determinazione del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa, ha permesso di escludere le offerte ritenute meno convenienti. La scelta della scadenza biennale, peraltro, continua a rappresentare un classico per gli investitori istituzionali che cercano un compromesso tra sicurezza e rendimento, senza esporsi troppo alla volatilità delle scadenze più lunghe.
Rendimenti in discesa di 8 punti base
L’aspetto forse più rilevante della giornata, almeno per gli operatori del settore, riguarda la dinamica dei tassi. Il rendimento lordo complessivo di questa obbligazione è stato infatti fissato al 2,80%, sulla base di un prezzo di aggiudicazione di 98,96. Si registra, quindi, un calo di 8 punti base rispetto al collocamento del 25 marzo scorso, quando il titolo – pur nella stessa scadenza – aveva spuntato un rendimento del 2,89%. Questo lieve arretramento, che per il ministero dell’Economia si traduce in una riduzione del costo del finanziamento, è stato accolto senza particolari sorprese dagli addetti ai lavori, i quali si aspettavano una stabilizzazione su questi livelli dopo i picchi dei mesi precedenti. Le prossime scadenze, ora, ci diranno se questa tendenza al ribasso potrà consolidarsi o se si tratterà soltanto di una pausa di riflessione.




