Btp short term, collocati 2,5 miliardi con un rendimento in calo al 2,80%
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite la consueta procedura gestita dalla Banca d’Italia, ha provveduto a collocare la settima tranche del Btp Short Term con scadenza fissata al 28 febbraio 2028, facendo registrare un ammontare complessivo emesso pari a 2,5 miliardi di euro. Tale cifra, va detto, rappresenta il tetto massimo della forchetta – che oscillava tra i 2,25 e i 2,5 miliardi – precedentemente comunicata agli operatori; un segnale, questo, della volontà del Tesoro di capitalizzare appieno la domanda presente sul mercato, senza però forzare al rialzo l’importo offerto. L’operazione, conclusasi nella giornata del 24 aprile 2026, ha infatti registrato richieste per un valore superiore ai 4,08 miliardi di euro, a dimostrazione di un interesse, seppur misurato, da parte degli investitori verso lo strumento a breve termine.
La domanda e il rapporto di copertura
Le sottoscrizioni pervenute, attestandosi a 4,08 miliardi, hanno generato un rapporto di copertura – vale a dire il quoziente tra il totale raccolto e l’offerta effettiva – pari a 1,63. Un dato, quest’ultimo, che va contestualizzato: se da un lato evidenzia un eccesso di domanda rispetto all’offerta (segnale di appetito per i titoli di Stato italiani), dall’altro si pone in leggera flessione se comparato al dato registrato nell’asta precedente, risalente al 25 marzo 2026, quando il rapporto aveva toccato quota 1,78. In quella circostanza, lo si ricordi, erano stati collocati 2 miliardi della medesima scadenza, con richieste per circa 3,55 miliardi. La lieve diminuzione dell’attuale rapporto, comunque, non inficia la riuscita del collocamento, considerato che il rapporto di copertura resta comunque al di sopra della sufficienza fisiologica per un’asta di medio-piccole dimensioni.
Il rendimento segna un nuovo calo
L’aspetto forse più rilevante per gli addetti ai lavori riguarda il rendimento lordo, fissato al 2,80% sulla base del prezzo di aggiudicazione (che è risultato essere di 98,96, quindi sotto la pari). Si tratta, nell’analisi dei numeri, di una riduzione di 8 punti base rispetto al 2,89% fatto segnare nell’asta del mese precedente. La tendenza al ribasso dei tassi offerti dal Tesoro, seppur lieve, è coerente con un contesto macroeconomico in cui le tensioni sui rendimenti sovrani – almeno per i titoli a breve durata – sembrano attenuarsi. Per l’investitore finale, la cedola annua lorda resta fissata al 2,2% (pagabile con cadenza semestrale), con un rendimento netto che, secondo le elaborazioni correnti, si attesta in area 2,5% una volta applicata la tassazione agevolata prevista per i titoli di Stato. Un ulteriore elemento di dettaglio: il regolamento delle sottoscrizioni avverrà il 28 aprile, mentre la prossima cedola (la seconda dall’emissione originaria) verrà staccata il 28 agosto 2026.
I dettagli tecnici dell’emissione
L’obbligazione in questione, che appartiene alla categoria dei Btp Short Term (titolI introdotti per sostituire i Ctz), ha una vita residua che si avvicina ai due anni, considerata la scadenza fissata nel febbraio del 2028. L’importo totale attualmente in circolazione per questo specifico titolo (codice ISIN IT0005692410) ha raggiunto i 10,9 miliardi di euro, considerando anche le precedenti tranche emesse dal debutto avvenuto a fine gennaio. Va specificato che l’asta del 24 aprile era inizialmente prevista per un doppio appuntamento – comprendendo anche un Btp€i – ma la seconda emissione non ha avuto luogo a causa di un recente collocamento sindacato che ha assorbito la liquidità dedicata a quegli strumenti. Per gli operatori che volessero partecipare in via residuale, è comunque prevista un’asta supplementare riservata agli Specialisti in Titoli di Stato, fissata per il lunedì successivo, sebbene per un ammontare aggiuntivo limitato.




