Ore d’ansia per Vittorio Sgarbi, ricoverato al Gemelli
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi, critico d’arte e volto noto del dibattito culturale italiano, è da giorni ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove i medici lo tengono sotto osservazione a causa delle complicazioni legate a una grave depressione che lo affligge da tempo. Il peggioramento delle sue condizioni, aggravato dal rifiuto di alimentarsi, ha reso inevitabile il ricovero, mentre familiari e amici assistono impotenti a un declino che sembra inarrestabile.
La depressione, malattia spesso sottovalutata e banalizzata, ha progressivamente eroso le energie di Sgarbi, lasciandolo in uno stato di profonda apatia. «È come se vedessi un altro me», aveva confessato in precedenza, descrivendo con parole crude l’isolamento interiore che accompagna questo disturbo. Un malessere che, come nel suo caso, può intrecciarsi con fragilità fisiche preesistenti, trasformandosi in un circolo vizioso difficile da spezzare.
Il Gemelli, struttura di riferimento per pazienti con necessità complesse, lo ha preso in carico nel reparto dedicato, dove i medici stanno cercando di stabilizzare le sue condizioni. Il rifiuto del cibo, sintomo preoccupante in chi soffre di disturbi dell’umore, ha reso necessario un intervento tempestivo, anche se la strada verso un miglioramento appare lunga e incerta.
Sgarbi, 72 anni, ex sindaco di Salemi e già sottosegretario alla Cultura, non è nuovo a battaglie pubbliche e polemiche accese, ma la malattia che lo ha colpito è un avversario ben più insidioso. Quella che lui stesso ha definito «mancanza di energia» non è una semplice stanchezza, bensì un vuoto che svuota ogni gesto di significato, rendendo persino le azioni più elementari, come nutrirsi, una fatica insormontabile.




