Consiglio Ue approva il 19° pacchetto sanzioni: colpito il cuore dell'economia di guerra russa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato il diciannovesimo pacchetto di misure restrittive contro la Russia, il più ampio e articolato varato dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina. L'annuncio è arrivato al termine del Consiglio Affari esteri tenutosi a Lussemburgo, dove i ministri dei Ventisette hanno dato il via libera definitivo dopo il superamento delle ultime riserve espresse da alcuni Stati membri.

L'Alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha confermato l'intesa attraverso un messaggio diffuso sulla piattaforma X, sottolineando come l'Europa dimostri ancora una volta un fronte compatto a sostegno di Kiev.

Un pacchetto senza precedenti per portata e ambizione

Le nuove misure introducono per la prima volta un divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo nel mercato europeo. La norma entrerà in vigore con tempistiche differenziate: per i contratti a breve termine il blocco scatterà dopo sei mesi, mentre per quelli a lungo termine l'applicazione è fissata a partire dal gennaio 2027. Si tratta di una decisione che anticipa di un anno la tabella di marcia elaborata dalla Commissione europea per porre fine alla dipendenza del blocco dai combustibili fossili provenienti dalla Federazione russa.

Contestualmente, le restrizioni già in vigore nei confronti di due colossi statali del settore petrolifero, Rosneft e Gazprom Neft, vengono inasprite fino a configurarsi come un divieto totale di transazione, eliminando le deroghe che avevano finora consentito operazioni limitate.

La stretta sulla flotta ombra e i canali di elusione

Sul fronte marittimo, il pacchetto estende sensibilmente le sanzioni contro la cosiddetta flotta ombra, la rete di petroliere che consente a Mosca di aggirare il tetto imposto al prezzo del greggio. Altri 117 vascelli sono stati inseriti nella lista delle navi soggette al divieto di accesso ai porti europei e alla proibizione di ricevere una vasta gamma di servizi legati al trasporto marittimo. Il numero complessivo delle imbarcazioni designate sale così a 557 unità.

Le misure colpiscono anche i registri marittimi che assegnano bandiere false a queste navi, permettendo loro di continuare le operazioni creando una parvenza fraudolenta di conformità ai requisiti internazionali di certificazione. Viene inoltre introdotto il divieto di riassicurare i vascelli appartenenti alla flotta ombra, limitandone ulteriormente la capacità operativa.

Banche, cripto-attività e entità di Paesi terzi nel mirino

Il diciannovesimo pacchetto segna un cambio di passo anche sul versante finanziario, intervenendo per la prima volta in modo strutturato sul comparto delle cripto-attività. Particolare attenzione è riservata allo stablecoin A7A5, creato con il supporto dello Stato russo, che secondo il Consiglio Ue si è affermato come strumento preminente per finanziare attività a sostegno della guerra di aggressione.

Le sanzioni riguardano lo sviluppatore della moneta digitale, l'emittente kirghiso e il gestore di una piattaforma su cui vengono scambiati volumi considerevoli di A7A5; tutte le operazioni che coinvolgono lo stablecoin sono state vietate sul territorio dell'Unione. Cinque istituti di credito russi sono stati aggiunti alla lista delle banche soggette a divieto totale di transazione, mentre quattro istituti di credito bielorussi e kazaki sono stati colpiti dalla stessa misura per aver agevolato l'elusione delle sanzioni.

La stretta coinvolge anche otto banche e commercianti di petrolio con sede in Tagikistan, Kirghizistan, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong.

Diplomazia, tecnologia e controlli sulle esportazioni

Il pacchetto include disposizioni specifiche per limitare la circolazione dei diplomatici russi all'interno dell'Unione, con l'obbligo di notifica preventiva alle autorità competenti per gli spostamenti che eccedono il Paese di accreditamento. La misura risponde all'esigenza di contrastare i tentativi di destabilizzazione attribuiti a personale diplomatico della Federazione. Sul piano commerciale, le restrizioni all'esportazione vengono ampliate per colpire beni industriali e tecnologie avanzate, comprese componenti per l'intelligenza artificiale e dati geospaziali.

Le sanzioni riguardano anche entità stabilite in Cina, India e Thailandia, accusate di fornire supporto all'apparato militare-industriale russo, incluse due raffinerie e un commerciante di petrolio cinesi che acquistano quantitativi significativi di greggio russo.

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