Lo Spezia si aggrappa ad Artistico, il Venezia festeggia la serie A

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il campo dello stadio Picco, teatro esattamente un anno fa di un’altra promozione targata Giovanni Stroppa, si preparava a celebrare l’ennesimo capolavoro del tecnico lombardo. E in effetti, al fischio finale del match valido per la penultima giornata del campionato di serie B, la festa per il ritorno in massima serie dei lagunari è scattata puntuale, sebbene a rovinare i conti in corsa sia stato l’undici ligure guidato da Luca D’Angelo. Certo, la matematica promozione del Venezia – arrivata dopo una sola stagione di purgatorio in cadetteria – era nell’aria già da qualche settimana vista la caratura della rosa, ma nessuno si aspettava che a timbrare il biglietto per la A fosse il pareggio in extremis di un attaccante, Gabriele Artistico, che invece sogna la grande rimonta per evitare la retrocessione diretta dei suoi.

La rimonta spezzina e l’abbraccio salvezza

Veniamo ai fatti. La partita sembrava indirizzata sui binari della logica: il Venezia, dominatore della stagione, passa in vantaggio dopo pochi minuti con un gol pesante di John Yeboah, raddoppiando nella ripresa (al settantesimo) grazie a una rete spettacolare del subentrato Richie Sagrado. A quel punto, col doppio svantaggio e la montagna da scalare, chiunque avrebbe gettato la spugna. Non lo Spezia però, che come una belva ferita (e complice anche un'espulsione che ne aveva ridotto l'organico, paradossalmente caricandolo) ha trovato la forza di reagire. Mattia Valoti ha accorciato le distanze cinque minuti dopo il 2-0, dando il via a un forcing furioso. Ed è stato proprio nel recupero che l’attaccante Artistico, il bomber di casa già autore di dodici reti in campionato, ha lasciato il segno: un volo sotto la traversa su cross di Comotto ha gelato momentaneamente i tremila tifosi ospiti giunti dalla laguna. Un gol che vale quasi una vittoria morale per i padroni di casa, un punto che tiene accesa una flebile – ma non impossibile – speranza di evitare il baratro della serie C.

Stroppa e quella strana abitudine al Picco

Guardando alla panchina avversaria, viene da sorridere pensando ai ricordi. Per Giovanni Stroppa, quello di ieri è stato un déjà-vu quasi mistico, o se preferite un’abitudine difficile da spiegare. Meno di un anno fa, esattamente in questo stesso stadio, la sua Cremonese vinse i playoff conquistando la promozione. Stavolta, pur senza vincere, l’obiettivo è lo stesso ma con la maglia arancioneroverde. L’allenatore può dunque fregiarsi di un'impresa doppia: due squadre diverse, due promozioni consecutive (la seconda volta in carriera dopo quella con la Cremonese) e una capacità innata di centrare l’obiettivo nei momenti cruciali. Per Stroppa si tratta della quarta promozione in Serie A in carriera, un dato che lo colloca tra i specialisti della categoria. La sua squadra, dominatrice indiscussa del torneo, ha chiuso virtualmente i giochi grazie anche al contemporaneo scivolone del Monza, che a Mantova ha rimediato una sconfitta bruciante.

L’incrocio del Mantova e la resa dei conti

E proprio il risultato arrivato dal “Martelli” ha accorciato le distanze metaforiche. Il Mantova, nella volata salvezza, ha battuto il Monza per 3-2 al novantacinquesimo, infliggendo un colpo tremendo alle ambizioni di promozione diretta dei brianzoli e regalando di fatto – anzi, di diritto – la festa al Venezia. I lagunari hanno così archiviato la pratica ritorno in A con un turno d’anticipo, approfittando del passo falso dei diretti inseguitori. Ma torniamo allo spogliatoio di casa. Lo Spezia, pur avendo dimostrato un orgoglio notevole nel recuperare due reti in inferiorità numerica, sa benissimo che il bottino raccolto è solo un cerotto su una ferita profonda. La classifica piange ancora, e il pensiero corre all’ultima giornata. L’atteggiamento visto in campo, quella capacità di non mollare mai neppure quando il match sembrava compromesso, lascia intendere che D’Angelo ha dalla sua una truppa di guerrieri pronti a giocarsi il tutto per tutto.

La laguna in festa e lo sguardo al futuro

Mentre sugli spalti del Picco gli arancioneroverdi esplodevano di gioia, a chilometri di distanza, a Forte Marghera, la macchina organizzativa dei tifosi aveva già tramutato l’attesa in una festa collettiva. Schermi giganti sono stati allestiti per seguire la partita, e l’abbraccio tra la piazza e la squadra è stato sancito dal triplice fischio, con centinaia di persone radunatesi in quella che ormai è diventata la nuova casa emotiva della tifoseria organizzata. Il dato rilevante, al netto delle singole prestazioni, è la capacità del club di riassorbire lo choc della retrocessione patita nella scorsa primavera. Serviva una reazione immediata, e il presidente Niederauer l’ha ottenuta grazie a una campagna acquisti mirata e alla conferma di un impianto di gioco solido. Il Venezia tornerà quindi a calcare i palcoscenici che contano, con l’obiettivo dichiarato di non fare la comparsa. La retrocessione diretta in C per lo Spezia è stata solo rimandata: appesi a quel gol di Artistico e al rendimento delle altre contendenti, i liguri sognano ancora la salvezza, ma il destino ora è solo parzialmente nelle loro mani.

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