Musetti, la beffa di Chengdu: Tabilo vince in tre set e condanna l'azzurro al settimo ko
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Redazione Sport
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Lorenzo Musetti accarezzava il sogno di interrompere un digiuno di titoli che ormai pesava come un macigno, ma a spegnere le sue speranze sul cemento cinese è stato l'inarrestabile Alejandro Tabilo. Il tennista cileno, partito addirittura dalle qualificazioni, ha coronato una cavalcata quasi perfetta imponendosi con il punteggio di 6-3, 2-6, 7-6(5) in una finale tiratissima, durata due ore e trentanove minuti di gioco intenso e senza esclusione di colpi. Una sconfitta, quella dell'azzurro, che assume i contorni della beffa se si considera il suo netto riscatto nel secondo set e, soprattutto, la mancata conversione di due match point nel parziale decisivo.
Nonostante l'esito negativo, la prestazione di Musetti non è stata priva di bagliori di quella classe che lo caratterizza. A illuminare la sfida, in particolare, è stato un punto spettacolare nel nono game del primo set: braccato da un potente dritto dell'avversario, l'italiano si è salvato con un miracoloso rovescio in back per poi chiudere l'azione con un passante strettissimo, sempre col rovescio, che ha lasciato il pubblico a bocca aperta. Un lampare di talento puro che, però, non è bastato a scalfire la freddezza di Tabilo.
Il cileno, al contrario, ha dimostrato una lucidità ammirevole proprio nei momenti più delicati, quelli in cui si decidono le sorti di un incontro. Dopo aver ceduto completamente il passo nel secondo set, ha saputo tenere botta quando Musetti ha alzato il ritmo, gestendo con nerbo il tie-break finale. Lì, dove l'emozione può giocare brutti scherzi, è stato lui a commettere meno errori, a chiudere con precisione quando serviva, mostrando di meritare pienamente il trofeo più importante della sua carriera.




