Meloni a Fenix: "Le minacce non ci fermeranno, come non ci fermarono le Br"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel corso dell’intervento conclusivo della festa di Gioventù nazionale, tenutasi all’Eur di Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha utilizzato un registro marcatamente identitario e politico, in quello che molti osservatori interpretano come un precoce avvio della macchina elettorale in vista di appuntamenti futuri. Rivolgendosi ai militanti della formazione giovanile di Fratelli d’Italia, la premier ha costruito un discorso di circa trenta minuti incentrato sulla resistenza alle minacce e sulla difesa del proprio operato di governo.

Partendo dall’analisi di un episodio di cronaca politica recente, Meloni ha duramente criticato quelle frange di "sedicenti antifascisti" autrici di un post social contro Charlie Kirk, il giovane esponente di FdI recentemente scomparso, definendolo senza mezzi termini una "minaccia di morte". La didascalia e l’immagine pubblicata, secondo la leader, costituivano un messaggio inequivocabile e violento, al quale però il partito non intende cedere. "Nessuno dei moralizzatori che hanno riempito le pagine di commenti su di voi – ha affermato – ha ritenuto di dover dire mezza parola sull’ignobile post".

Il cuore del suo ragionamento, però, va ben oltre la contingenza, toccando il tema più ampio della cultura dell’odio e della reazione del movimento. Con un parallelismo storico diretto, Meloni ha ricordato gli anni del terrorismo, evocando la paura di poter essere "ammazzati a colpi di chiave inglese" semplicemente per aver scritto un tema sulle Brigate Rosse, per poi aggiungere: "Non abbiamo avuto paura allora e non abbiamo paura oggi". Una dichiarazione di resilienza che suona come una linea politica indiscutibile.

Il tono, volutamente alto e schietto, è servito a ribadire un concetto cardine: le minacce, gli insulti e i tentativi di demonizzazione sono percepiti come un segno tangibile del successo dell’esecutivo. "Si moltiplicano man mano che dimostriamo di saper governare", ha osservato, legando implicitamente l’aumento delle ostilità all’efficacia della propria azione di governo. Pur senza citare esplicitamente le prossime elezioni regionali delle Marche, l’intera performance – ricca di riferimenti valoriali e di attacchi frontali agli avversari – sembra già proiettata verso un orizzonte di più lunga scadenza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.