Francia, una settimana di proteste: dagli studenti ai vigili del fuoco, la rabbia contro il governo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sono giorni di tensione in Francia, dove la protesta sociale si è allargata a macchia d'olio fino a coinvolgere studenti, dipendenti pubblici e vigili del fuoco. Le prime avvisaglie sono arrivate nella seconda metà di settembre dagli istituti scolastici superiori della regione parigina, dove gli studenti hanno iniziato a organizzare blocchi per denunciare classi sovraffollate, carichi di lavoro insostenibili, strutture fatiscenti e la cronica mancanza di personale docente.

Il malcontento, nato nelle scuole, è esploso martedì 29 settembre in occasione dello sciopero generale dei dipendenti pubblici. Secondo i dati diffusi dalle autorità, circa il 9,64% degli agenti della funzione pubblica statale ha incrociato le braccia, una percentuale che sale al 13,71% tra gli insegnanti. Le organizzazioni sindacali, che avevano annunciato una "giornata nera" contro il congelamento del punto di indice e i tagli di bilancio previsti per il 2027, hanno stimato oltre 300.000 manifestanti in tutto il Paese, mentre il ministero dell'Interno ne ha contati 206.000.

La rivolta degli studenti

Il volto più visibile della protesta è quello dei liceali. Mercoledì 30 settembre, per il terzo giorno consecutivo, centinaia di istituti sono stati bloccati in diverse città. A Lille, nel nord del Paese, manifestanti mascherati e incappucciati hanno dato fuoco a bidoni della spazzatura e biciclette elettriche, lanciando oggetti contro gli agenti di polizia che hanno risposto con i lacrimogeni. Scene analoghe si sono verificate a Bordeaux, Rennes, Nantes, Lione e Marsiglia, dove gli studenti hanno eretto barricate con i cassonetti.

Le richieste dei ragazzi riguardano condizioni di studio definite insostenibili. "Non ci sono finestre, nei bagni dei prefabbricati manca l'acqua e ci sono scarafaggi e topi ovunque nella scuola", ha raccontato Fadila, una studentessa diciassettenne dell'ultimo anno. Gli studenti denunciano anche il deterioramento degli edifici, le temperature estreme all'interno delle aule e l'assenza di professori non sostituiti.

"La ragione principale è il sovraffollamento, la pressione di Parcoursup e i troppi incidenti tra studenti e professori che non hanno mai conseguenze", ha spiegato Léo, diciassettenne del Val-de-Marne.

Il grido dei vigili del fuoco

A paralizzare il Paese contribuiscono anche i vigili del fuoco, in sciopero dal 8 settembre con un preavviso che corre fino al 20 ottobre, data prevista per l'esame del progetto di legge di modernizzazione della Sicurezza civile. Martedì 29 settembre, circa 8.000 pompieri hanno sfilato a Parigi con fumogeni rossi e sirene spiegate, bloccando anche il périphérique, per chiedere assunzioni, mezzi e tutele per la salute.

"Fare di più con molto, molto meno", recitava uno degli striscioni del corteo. I rappresentanti sindacali denunciano un'estate drammatica, segnata da incendi devastanti e dalla perdita di quattro colleghi, oltre a centinaia di pompieri intossicati. "La stanchezza è ormai quotidiana", ha dichiarato Patrice, vigile del fuoco di Lione. Le richieste economiche sono chiare: il sindacato chiede un finanziamento stabile per i servizi dipartimentali, le cui spese di funzionamento sono passate da 3,9 miliardi di euro nel 2012 a 5,2 miliardi nel 2025.

Le reazioni delle istituzioni

Il governo ha condannato con fermezza le violenze. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha parlato di "un'estensione del movimento, con una montagna di violenza significativa". Secondo il ministro dell'Educazione nazionale Édouard Geffray, dall'inizio delle proteste si contano 119 feriti tra studenti e personale scolastico e oltre 600 arresti. "Non è lo spirito della scuola", ha dichiarato Geffray, annunciando l'apertura di una "piattaforma di concertazione" per raccogliere le istanze degli studenti.

Il primo ministro Sébastien Lecornu ha respinto le accuse di repressione rivolte dall'opposizione, definendo "un'escalation irresponsabile" le critiche del leader de La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon.

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