Festival di Venezia, l'ultimo atteso red carpet prima del verdetto finale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre si accingono a vivere il penultimo, intenso giorno di proiezioni e di celebrazioni, i red carpet di venerdì 5 settembre hanno aperto le danze per quella che si preannuncia come una serata di transizione, carica di aspettative, in attesa del clou della cerimonia conclusiva. La kermesse, giunta ormai al suo atto finale, ha già cominciato a distribuire i primi riconoscimenti collaterali, tra i quali spicca il Queer Lion Award 2025, assegnato a «On the Road (En el Camino)» del regista messicano David Pablos, pellicola che era stata presentata nella sezione Orizzonti e che il premio – dedicato dal 2007 al miglior film a tematica LGBTQIA+ – ha così consacrato.
L’atmosfera che si respira al Lido, però, è tutta protesa verso l’appuntamento di sabato 6 settembre, quando a partire dalle 19, dalla Sala Grande, l’attrice Emanuela Fanelli condurrà la cerimonia di premiazione ufficiale che assegnerà i Leoni. Dopo una settimana fitta di anteprime, di duetti sul tappeto rosso e di lunghi applausi nelle sale del Palazzo del Cinema, è questo il momento più atteso dalla folta schiera di addetti ai lavori, di critici e di cinefili che hanno popolato la Mostra.
Tra le pellicole in concorso, un’opera in particolare ha catalizzato l’attenzione generale e generato un consenso tanto spontaneo quanto profondo: «The voice of Hind Rajab», della regista tunisina Kaouther Ben Hania. Il film, che riporta alla luce – attraverso la voce originale della piccola – la tragica vicenda della bambina di Gaza rimasta intrappolata in un’auto con i familiari deceduti, per poi morire sotto il fuoco incrociato dei blindati israeliani assieme ai soccorritori giunti sul posto, ha ricevuto un’ovazione durata ventiquattro minuti al termine della sua proiezione ufficiale.




