Pisa, dodicenne attira la compagna in bagno e la ferisce al collo con le forbici
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Redazione Interno
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La provincia di Pisa, e in particolare la frazione di Castelfranco di Sotto, si è risvegliata in queste ore sotto una luce inquietante: quella che ha trasformato una normale mattinata scolastica in un episodio di violenza precoce e agghiacciante. È accaduto durante l’orario dedicato all’educazione fisica, momento generalmente associato al gioco e al movimento, quando due ragazzine di dodici anni – entrambe frequentanti la stessa scuola media – si sono allontanate dalla palestra per dirigersi verso i servizi. Un allontanamento, a quanto pare, voluto e cercato, dato che la futura aggressore avrebbe convinto l’altra a seguirla con una scusa, probabilmente banale, che gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire.
Una volta varcata la soglia del bagno, la dinamica è precipitata. Secondo le prime e frammentarie ricostruzioni, la ragazzina avrebbe estratto un paio di forbici – oggetto la cui presenza, in un contesto scolastico, sarebbe di per sé comune ma che qui si è trasformato in un’arma improvvisata – per poi colpire la coetanea al collo. L’attacco, rapido e silenzioso almeno nella fase iniziale, ha provocato una ferita che, per quanto giudicata dai medici “non grave” dopo il trasporto in ospedale, ha comunque richiesto il ricovero della vittima. Quest’ultima, al momento, è fuori pericolo, anche se il trauma psicologico resta un elemento che i sanitari stanno monitorando con attenzione.
La lezione di educazione fisica interrotta da un atto di violenza
Quel che colpisce, nell’analisi dei fatti ancora in fase di accertamento, è la cornice ordinaria in cui si è inserita la vicenda: una mattina di aprile, una lezione di ginnastica, compagni di classe impegnati in attività sportive. La scuola, luogo per antonomasia della socializzazione e della crescita, si è improvvisamente trasformata in teatro di un gesto che richiama alla mente episodi ben più gravi, sebbene in questo caso le condizioni della vittima non destino allarme. È stato proprio il personale scolastico a intervenire dopo l’accaduto, allertando i soccorsi e cercando di gestire il panico tra gli alunni. Non è ancora chiaro se altre studentesse abbiano assistito direttamente alla scena o se l’aggressione sia rimasta confinata tra le pareti del bagno, lontano da sguardi indiscreti.
La dinamica e le indagini dei carabinieri
I carabinieri di Castelfranco di Sotto, intervenuti immediatamente sul posto, hanno avviato accertamenti per risalire con esattezza alla genesi della lite. Si parla di una “lite tra ragazzine”, ma resta da capire se si sia trattato di un conflitto improvviso e degenerato in pochi secondi oppure se alla base vi fossero tensioni pregresse, magari alimentate da dinamiche relazionali tipiche dell’adolescenza. L’aggressrice, dopo essere stata affidata ai genitori, è stata accompagnata nella caserma dei carabinieri: un gesto che sottolinea la volontà degli inquirenti di procedere con il dovuto rigore, pur trattandosi di minori. Le forbici utilizzate sono state sequestrate e saranno sottoposte a rilievi. La ragazzina ferita, invece, rimane ricoverata in ospedale, dove i medici ne hanno giudicato le condizioni stabili, con una prognosi che verrà definita nelle prossime ore.
Il silenzio della scuola e l’attesa per gli sviluppi giudiziari
L’istituto scolastico, per il momento, ha preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali, limitandosi a garantire supporto psicologico agli studenti che avessero bisogno di elaborare quanto accaduto. Nessuna comunicazione formale è ancora giunta alle famiglie, se non attraverso i canali informali dei rappresentanti di classe. I carabinieri, dal canto loro, stanno ascoltando testimoni e visionando eventuali registrazioni interne – qualora presenti – per ricostruire i minuti antecedenti l’aggressione. La procura per i minorenni, come prevede la prassi in questi casi, è stata informata e valuterà eventuali provvedimenti nei confronti della dodicenne autrice del gesto. Non si esclude, a margine delle indagini, che possano emergere elementi legati a un presunto bullismo o a dinamiche di esclusione, ma al momento si tratta solo di ipotesi che gli inquirenti trattano con la massima cautela. Quel che è certo è che, per l’ennesima volta, una scuola italiana si trova a fare i conti con la fragilità e l’imprevedibilità dei suoi studenti più giovani, costringendo l’opinione pubblica – seppur in questo caso senza conseguenze tragiche – a interrogarsi su quanto accada oltre la porta di un bagno, lontano dagli occhi dei professori.




