Corinne Cléry, l’addio a un figlio: «Mi ha denunciata, ora sono guarita»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il salotto di “Verissimo” è spesso teatro di racconti intimi, ma raramente ospita confessioni così laceranti e definitive come quella di Corinne Cléry, attrice dal fascino intramontabile e dalla carriera internazionale. Con una calma che sembra scavata nel dolore ormai sedimentato, Cléry ha svelato il rapporto irrimediabilmente spezzato con il figlio Alexandre, dal quale non ha più notizie da otto lunghi anni. «Le cose sono precipitate», ha affermato, delineando senza retorica il percorso che l’ha portata a considerare quel legame come un capitolo chiuso. Una frattura, la loro, che va ben al di là di un semplice allontanamento e che si è intrecciata con le aule di tribunale, assumendo i contorni grigi e formali di una querela.
La denuncia e il peso della paura
«Mio figlio mi ha denunciato per diffamazione», ha spiegato l’attrice a Silvia Toffanin, riferendosi a articoli di cronaca che riportavano presunte violenze fisiche e psicologiche. Una mossa legale che ha formalizzato, con carte bollate, una frattura già profonda. Cléry, però, ha tenuto a precisare di non essere stata la fonte di quelle notizie, sottolineando anzi come la paura fosse diventata un sentimento costante: «Ho avuto paura che mi potesse fare del male». Quel timore, più che le parole dei giornali, sembra essere stato l’elemento decisivo, il sigillo su una relazione divenuta insostenibile, dove l’affetto è stato soppiantato dall’apprensione per la propria incolumità.
La “guarigione” dopo l’allontanamento
Il racconto di Corinne Cléry non si è limitato alla cronaca di un distacco, ma ha toccato il processo interiore che ne è conseguito. Un percorso di elaborazione che l’ha condotta a una dichiarazione tanto cruda quanto risoluta: «Non mi sento più mamma, sono guarita da quando è andato via di casa». Quella che definisce “guarigione” è l’accettazione di una perdita irreparabile, il venir meno di un’identità – quella materna – che per decenni ha definito una parte fondamentale della sua vita privata. Non c’è rancore aperto nella sua voce, piuttosto la stanchezza di chi ha attraversato un conflitto logorante e ne è uscito, rinunciando a un ruolo che la società considera perenne.
Un dolore privato nello spazio pubblico
Portare una vicenda così privata in televisione non è un gesto casuale. Per una figura pubblica come Cléry, che ha sempre custodito con intelligenza un alone di discrezione pur essendo sotto i riflettori, rappresenta probabilmente l’atto conclusivo di una lunga sofferenza. È il tentativo di riappropriarsi della propria narrazione, di chiarire la propria posizione dopo anni di silenzio e di voci circolanti. Il suo parlare, misurato e privo di accenti melodrammatici, restituisce l’immagine di una donna che ha fatto i conti con una ferita familiare, accettandone la cicatrice, e che ora guarda avanti, liberata dal peso di un legame diventato tossico.
L'attrice Corinne Cléry racconta a Verissimo la rottura con il figlio, la denuncia per diffamazione e la paura vissuta, definendosi "guarita" dopo il suo allontanamento.




