Ucraina lancia droni su Mosca e San Pietroburgo, aeroporti chiusi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le forze armate ucraine hanno condotto, nella giornata di domenica 24 agosto, un attacco coordinato con droni contro obiettivi nella capitale russa Mosca, nella città di San Pietroburgo e nell’omonima regione di Leningrado. L’agenzia di stampa Ria Novosti, citando fonti ufficiali, ha dato notizia dell’accaduto, specificando che le autorità locali hanno immediatamente implementato una serie di misure di sicurezza per far fronte all’incursione. Tra queste, la più significativa è stata la chiusura temporanea dello scalo aeroportuale di Pulkovo, che ha comportato il dirottamento di circa trenta voli civili, creando notevoli disagi alla mobilità e evidenziando la vulnerabilità di infrastrutture critiche. Le difese aeree russe, stando a quanto dichiarato dai funzionari di Mosca, sono comunque riuscite ad intercettare e ad abbattere i velivoli senza pilota diretti verso il centro della capitale, scongiurando danni di maggiore entità.

L’operazione, per la quale Kiev non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali di conferma, si inserisce in un contesto bellico sempre più caratterizzato da azioni di profondità condotte da ambo le parti. Da un lato, infatti, la Russia prosegue la sua offensiva terrestre, come dimostra un video diffuso online che ritrae la distruzione di un carro armato ucraino modello T-72M, colpito – secondo quanto si legge in un post sui social media russi – da “una coppia di droni su fibra ottica in direzione di Liman”. Dall’altro, l’Ucraina intensifica i suoi raid con droni sul territorio nazionale russo, colpendo simbolicamente i centri del potere avversario mentre, parallelamente, deve fronteggiare attacchi simili sulle sue città.

Proprio in queste ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel celebrare la giornata della bandiera e in prossimità dell’anniversario dell’indipendenza dalla ex Unione Sovietica, ha tenuto un discorso fortemente simbolico, rimarcando con determinazione che “non lasceremo la nostra terra agli occupanti”. Una dichiarazione, la sua, che assume un peso particolare alla luce degli sviluppi militari in corso e che funge da collante per la resistenza del paese, il quale, nonostante la schiacciante superiorità numerica del nemico, continua a opporre una tenace difesa.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.