Pavia, urto tra due treni: Lucente apre una verifica per accertare la dinamica dello sfregamento
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Redazione Interno
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L’incidente ferroviario che questa mattina ha sconvolto – almeno sulla carta, visti i disagi alla circolazione – la consueta operosità della linea Milano-Genova si è risolto, fortunatamente, senza conseguenze fisiche per i viaggiatori. A dichiararlo, con un tono che mirava a spegnere sul nascere qualsiasi allarme tra i pendolari, è stato direttamente l’assessore Lucente, il quale ha voluto precisare che l’urto, avvenuto tra un treno regionale della linea S13 e un carro merci fermo su un binario adiacente, si è limitato a un lieve sfregamento. Il sistema di sicurezza, azionato prontamente dal macchinista del convoglio passeggeri, ha attivato la frenata d’emergenza; un intervento che ne ha ridotto la violenza, trasformando quello che poteva essere un potenziale frontale in un semplice contatto meccanico, privo di lanci di detriti o di deragliamenti.
I rilievi tecnici e la sospensione del traffico
La dinamica di quell’urto, avvenuto in un tratto compreso tra le stazioni di Pavia e Certosa di Pavia, resta al centro delle verifiche da parte dei tecnici, proprio mentre Lucente annunciava l’avvio di accertamenti approfonditi. L’episodio, verificatosi durante una manovra a velocità particolarmente ridotta, ha richiesto l’immediata sospensione della circolazione per diverse ore; un’interruzione che ha messo in tilt l’intera dorsale Milano-Genova, causando ritardi che, in alcuni casi, hanno sfiorato i duecento minuti. Non si registrano feriti tra i passeggeri del regionale né tra il personale di bordo, eppure le ripercussioni sul traffico pendolare sono state pesanti: cancellazioni a catena e convogli fermi in linea hanno costretto la società a dirottare i viaggiatori su un servizio di autobus sostitutivi, attivato rapidamente tra le due stazioni coinvolte.
Il leggero contatto e i disagi per i pendolari
Trenitalia, in una breve nota diffusa per aggiornare la situazione, ha parlato di un “leggero contatto” tra il regionale Trenord 24324 e un vagone merci in sosta, avvenuto alle 8.20 precise lungo un binario adiacente a quello di corsa. Nessuna conseguenza per i viaggiatori, come detto, ma l’impatto – per quanto lieve – ha imposto l’intervento dei tecnici per verificare l’integrità delle rotaie e dei pantografi prima di riattivare la tensione. La prudenza, in casi come questo, diventa l’unica bussola per gli addetti ai lavori, i quali devono escludere microfessure o deformazioni invisibili a occhio nudo. Così, mentre la circolazione riprendeva a scorrere (seppur con qualche rallentamento residuo), gli inquirenti hanno cominciato a scandagliare i registri di bordo e i segnali luminosi del tratto.
La riapertura della linea e le verifiche in corso
Solo nel pomeriggio la linea è tornata regolare, con i treni che hanno ripreso a viaggiare tra Milano e Genova dopo ore di stop forzato. L’assessore Lucente, nel confermare l’avvio delle verifiche, ha evitato di ipotizzare responsabilità umane o guasti tecnici, limitandosi a sottolineare come il sistema di frenata automatica abbia funzionato perfettamente, scongiurando il peggio. Resta da chiarire, dunque, perché il regionale si sia avvicinato pericolosamente a quel carro merci fermo; se per un errore di manovra del personale di terra, per un’anomalia segnaletica o per un’impropria occupazione del binario. Le indagini, condotte dagli ispettori della sicurezza ferroviaria, si concentrano ora sui secondi precedenti l’urto, analizzando la velocità effettiva del convoglio e la posizione esatta del vagone. Nessun dettaglio aggiuntivo è stato fornito sui soggetti coinvolti a livello dirigenziale, né sulle eventuali sanzioni che potrebbero scattare al termine dell’istruttoria.




