Urto tra due treni a Locate Triulzi, sospesa la linea Milano-Genova: ritardi fino a 200 minuti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incidente è avvenuto all’alba, o poco dopo, quando il sole era già alto su queste pianure e i pendolari, come ogni lunedì, riempivano i vagoni del regionale diretto a Milano. Eppure, alle 8.20 precise, tra le stazioni di Locate Triulzi (nel Milanese) e Certosa (in provincia di Pavia), qualcosa ha spezzato la routine: un urto, definito da Rete Ferroviaria Italiana come «un leggero contatto», tra un treno merci – fermo in sosta su un binario – e un convoglio della linea S13 che collega Pavia a Milano Bovisa. Il regionale, va detto, procedeva a velocità ridotta (30 km/h) perché in uscita dalla stazione; nonostante ciò, l’impatto è stato sufficiente a innescare una reazione a catena sul traffico ferroviario, sospeso immediatamente lungo la direttrice Milano-Genova, uno dei nodi cruciali del Nord Ovest.

Traffico paralizzato tra Milano e il capoluogo ligure

Le conseguenze, come prevedibile, non si sono fatte attendere. La circolazione dei treni a lunga percorrenza e regionali è stata bloccata per ore, con cancellazioni a raffica e ritami che, secondo i primi rilevamenti, hanno superato i 200 minuti su diverse relazioni. Un passeggero intervistato dai tecnici presenti sul posto ha raccontato di una leggera scossa, poi il silenzio e l’annuncio: «Treno fermo per verifiche tecniche». Nessun ferito, va sottolineato – e questo è forse l’unico dato che alleggerisce il quadro – né tra i viaggiatori del suburbano S13 (gestito da Trenord) né tra i macchinisti del merci. La tensione, ciononostante, è stata palpabile, specie nei primi minuti successivi all’urto, quando ancora non si conosceva la dinamica.

La dinamica: un contatto a bassa velocità e un treno merci fermo

Rfi, in una nota diffusa in mattinata, ha cercato di fornire un quadro tecnico: il treno regionale stava uscendo dal binario della stazione di Locate Triulzi quando, per ragioni ancora al vaglio degli inquirenti (si parla di un possibile errore umano o di un’anomalia segnaletica, ma nessuna ipotesi è stata esclusa), è entrato in «leggero contatto» con il convoglio merci che era invece fermo su un binario adiacente. L’espressione “leggero contatto” – tra virgolette nel comunicato – ha suscitato più di un sorriso amaro tra i pendolari bloccati in stazione, molti dei quali aspettavano da ore un bus sostitutivo mai arrivato. Il merci, va aggiunto, non trasportava materiali pericolosi; lo hanno confermato fonti della protezione civile intervenuta sul posto solo per sopralluoghi di routine.

Ripercussioni sul passante e sulle lunghe percorrenze

Oltre alla Milano-Genova, l’incidente ha avuto effetti a cascata sul nodo di Milano, in particolare sul passante ferroviario, dove i treni delle linee S1, S2 e S13 hanno accumulato ritardi superiori ai 100 minuti. Qualche viaggiatore, in attesa sui binari della stazione di Rogoredo, ha provato a organizzare car sharing con altri malcapitati; la maggioranza, invece, ha semplicemente aspettato, consultando l’app di Trenitalia senza ricevere aggiornamenti in tempo reale. I tecnici di Rfi hanno lavorato per rimuovere i due convogli dalla sede del binario – operazione complessa, dato che il regionale è rimasto incastrato con una delle porte laterali contro la piattaforma del merci – e le prime verifiche sulla massicciata non hanno rilevato danni strutturali ai binari. La circolazione, secondo fonti di sala operativa, è stata riattivata in un solo binario intorno a mezzogiorno, ma con andamento a singhiozzo.

Sviluppi giudiziari e accertamenti tecnici

Sul posto sono arrivati i carabinieri del comando di Pavia e i tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Nessuna ipotesi di dolo, ovviamente, ma l’inchiesta si concentrerà sulla segnaletica luminosa e sullo stato dei sistemi di frenatura del regionale: quest’ultimo, infatti, era in servizio regolare da oltre quattro ore quando è avvenuto l’urto. I registratori di bordo – le cosiddette “scatole nere” – sono stati sequestrati per essere analizzati. I macchinisti dei due convogli, ascoltati come testimoni, hanno fornito versioni parzialmente divergenti: quello del merci ha dichiarato di essere fermo da dieci minuti in attesa di via libera; quello del regionale ha parlato di un semaforo che sarebbe passato improvvisamente dal verde al rosso, costringendolo a una frenata d’emergenza resa vana dalla distanza ormai ridotta. La procura di Pavia, che ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo (senza indagati al momento), ha disposto il sequestro del tratto di linea fino alle 18 di oggi.

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