Trump chiede un miliardo alla Bbc per un video manipolato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un conflitto di portata internazionale, che vede contrapposti la presidenza degli Stati Uniti e la radiotelevisione pubblica britannica, si è aperto dopo le rivelazioni su una manipolazione operata dal programma d'inchiesta "Panorama". La Bbc, accusata di aver montato in modo fuorviante le parole di Donald Trump in un servizio riguardante gli eventi di Capitol Hill, si trova ora a dover fronteggiare un ultimatum legale dalla posta in gioco economica senza precedenti. L'emittente, che pure ha ammesso alcune imperfezioni nel lavoro redazionale, ha fino a ora resistito alle pressioni per una ritrattazione formale, preparandosi allo scontro giudiziario annunciato dalla parte avversa.

L'ultimatum della Casa Bianca

Gli avvocati del presidente Trump hanno inviato una formale intimazione, la cui scadenza è fissata per le ore 22 di venerdì, che richiede all'organizzazione non soltanto pubbliche scuse, ma anche la rimozione immediata del filmato contestato e il versamento di un cospicuo risarcimento. In assenza di queste azioni correttive, la controparte statunitense ha preannunciato il deposito di una causa legale per un valore non inferiore al miliardo di dollari, una mossa che punta a stabilire un precedente nella disputa contro quelle che vengono definite notizie falsate. «Risarcimento miliardario se non rettificate», ha dichiarato il tycoon, chiudendo ogni spazio a trattative di compromesso e delineando una strategia di risposta particolarmente aggressiva.

Le reazioni istituzionali e interne

Mentre il governo di Londra, pur difendendo l'istituzione pubblica, ha riconosciuto attraverso un ministro ombra la necessità di «scuse a profusione» verso Trump, all'interno della Bbc i toni appaiono divergenti. L'ex direttore generale, Tim Davie, dimessosi in seguito alle polemiche, ha tenuto un commiato combattivo esortando i colleghi a «combattere per il nostro giornalismo», pur senza citare esplicitamente il caso specifico. Un messaggio, il suo, che riflette la volontà di una parte dell'organizzazione di non piegarsi a quelle che vengono percepite come intimidazioni esterne, nonostante la pressione degli ascoltatori, i quali hanno minacciato un abbandono in massa nel caso in cui l'emittente mostrasse cedimenti.

Le prospettive di una battaglia legale

La posta in gioco, che va ben oltre il merito finanziario della potenziale causa, tocca il delicato equilibrio tra la libertà di stampa e la responsabilità editoriale. La posizione della Bbc, che si appresta a un confronto in tribunale, rischia di innescare un contenzioso dai tempi lunghi e dagli esiti incerti, osservato con attenzione da tutto il mondo dell'informazione. D'altro canto, la determinazione espressa dalla presidenza Usa segna un punto di non ritorno in una vertenza che, partita da un montaggio video, si è trasformata in uno scontro simbolico sul ruolo e sui limiti del giornalismo contemporaneo.

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