Capitol Hill, una ferita infetta nel corpo d'America
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Redazione Esteri
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Donald Trump, accompagnato dalla moglie Melania, scende dalla limousine che lo porta alla Casa Bianca per il tradizionale tè dell'Inauguration Day. Joe Biden, affiancato dalla moglie Jill, lo accoglie con un sorriso ostentato e una vigorosa stretta di mano: "Welcome home", benvenuto a casa. Proprio negli stessi minuti in cui va in onda la messinscena presidenziale alla Casa Bianca, le agenzie battono dichiarazioni durissime attribuite a Trump e al suo staff contro Biden, definendo l'evento "il più grande attacco al sistema giudiziario americano nella storia".
Capitol Hill, simbolo della democrazia americana, è diventato teatro di scontri e violenze che hanno lasciato una ferita profonda nel corpo della nazione. Le immagini di quel giorno, con manifestanti che irrompono nel cuore del potere legislativo, hanno scosso l'opinione pubblica e messo in discussione la tenuta delle istituzioni democratiche.
Nel frattempo, l'ultima infamia di Biden ai saluti: il presidente uscente ha concesso la grazia preventiva a una serie di persone non ancora oggetto di indagine, ma che Trump aveva annunciato di voler perseguire una volta salito al potere. Tra questi spicca il nome di Anthony Fauci, ex responsabile della gestione del Covid alla Casa Bianca, che in una testimonianza rilasciata lo scorso anno aveva ammesso che buona parte delle misure adottate per contenere la pandemia negli Stati Uniti non fossero supportate da alcun criterio scientifico.
Inoltre, Biden ha graziato il figlio Hunter, coinvolto in uno scandalo legato alla Cina, e il fratello James.




