Franzoni e Paris, un sorriso e tanta voglia sulla Stelvio di Bormio
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Redazione Sport
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Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno inaugurato i loro battenti con il fruscio degli sci sulla neve battuta della Stelvio, hanno subito regalato un'immagine di speranza per la spedizione azzurra. Nella prima prova cronometrata della discesa libera maschile, in programma sabato 7 febbraio, Giovanni Franzoni ha fissato il secondo tempo assoluto, un segnale forte da parte del giovane campione reduce da due trionfi di prestigio in Coppa del Mondo. A precederlo, in un atto che ha sancito l'inizio ufficiale della rassegna a cinque cerchi sulla neve, è stato soltanto lo statunitense Ryan Cochran-Siegle, capace di chiudere la sua prova in 1'56"08. Un risultato, quello di Franzoni, che arriva carico di significato e che sembra suggerire come l'azzurro abbia perfettamente trasferito lo stato di grazia delle recenti vittorie nella cornice, ben più ampia e carica di pressioni, dei Giochi Olimpici.
La condizione della pista e le sensazioni di Paris
Accanto alla prestazione luminosa di Franzoni, si è piazzata quella, solida e incoraggiante, di Dominik Paris. L'atleta più esperto della squadra italiana, il quale non nasconde un desiderio bruciante di riscatto dopo medaglie sfiorate in passato, ha chiuso con il quinto crono, una posizione che di fatto diventa la quarta considerando la squalifica per aver saltato una porta dell'elvetico Alexis Monney. Paris, parlando ai microfoni federali al termine della discesa, ha fornito una lettura tecnica della giornata, evidenziando come la pista non si presentasse ancora in condizioni ottimali. "È sempre bello essere qui sulla Stelvio", ha dichiarato, pur ammettendo che il tracciato necessiti di qualche ritocco in vista della gara vera e propria. Le sue parole, tuttavia, non tradiscono apprensione, ma anzi lasciano trapelare una fiducia concreta nel lavoro della squadra e degli organizzatori per sistemare i dettagli.
Il peso dell'esperienza e la carica del giovane
Lo stato d'animo dell'azzurro, del resto, appare come il più importante degli indicatori. Paris ha confessato di sentire "la voglia di un bambino", una spinta interiore che sembra aver superato ogni dubbio residuo, persino quelli più cupi che lo avevano assalito dopo il sesto posto di Pechino 2022. Quella voglia, unita a un sorriso sicuro e a una gestione professionale di un fastidio fisico alla caviglia di cui quasi non parla, disegna il profilo di un atleta concentrato e determinato. Dall'altra parte, Franzoni rappresenta la linfa fresca, l'entusiasmo puro di chi, dopo aver svegliato il movimento con imprese memorabili, affronta la sua prima grande occasione olimpica con l'innocenza del talento e la sicurezza dei numeri dalla sua parte. Il suo inizio, come ha sottolineato lo stesso Paris citandolo, ha dato una sveglia energica alla spedizione.
Il quadro della vigilia e le aspettative
Il quadro che emerge da questa prima discesa di assaggio è, quindi, di forte ottimismo, sebbene tutti negli ambienti tecnici sappiano bene che le prove libere valgono fino a un certo punto e che il responso definitivo arriverà solo con la gara in programma alle 11.30 di sabato. I tempi stretti di Cochran-Siegle e Franzoni, insieme alla presenza compatta di Paris nella parte alta della classifica, delineano una lotta che promette di essere serrata e dove i colori azzurri potranno giocare un ruolo da protagonisti. La pista Stelvio, con le sue insidie e la sua lunghezza, ha già iniziato a fare selezione, offrendo un'anteprima di quello che potrebbe essere uno degli eventi clou del programma maschile di questi Giochi, dove l'Italia sogna di tornare a scrivere la sua storia nello sci veloce.




