Vinatzer, la delusione dopo Bormio: «Ho chiesto scusa a Franzoni, sono in lutto»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'ambizione di una medaglia, nutrita dopo la prova di discesa che aveva visto Giovanni Franzoni primeggiare con un margine significativo, si è dissolta tra i pali snodati dello slalom sulla Stelvio, dove Alex Vinatzer non è riuscito a confermare la leadership della coppia italiana. La combinata a squadre di Milano Cortina, nella quale la Svizzera ha conquistato il Titolo olimpico con la coppia Von Allmen–Nef, ha quindi registrato un epilogo amaro per gli azzurri, piazzatisi al quinto posto con Dominik Paris e Tommaso Sala e al settimo con Franzoni e Vinatzer. Una circostanza, quest’ultima, che ha lasciato addosso allo sciatore altoatesino un senso di colpa difficile da digerire, espresso senza mediazioni al termine della gara.

Il peso di una partenza nervosa

«Non posso negare che ero super nervoso in partenza, è stato molto difficile per me come situazione», ha ammesso Vinatzer, il quale ha rivelato come abbia influito anche il pensiero della prova superba del compagno, la quale, a suo dire, «non meritava altro che la medaglia». Quella tensione, unita al desiderio di regalare a Franzoni il podio che sembrava a portata di mano, ha finito per condizionarne la performance, culminata in un diciottesimo tempo parziale nella frazione di slalom che ha vanificato il vantaggio accumulato. L’episodio, che ha privato la squadra italiana di un risultato di grande prestigio, è stato descritto dallo stesso atleta con un’immagine cruda e immediata: «Sono in lutto», ha dichiarato, aggiungendo di aver già presentato le sue scuse al compagno di squadra per non aver retto la pressione dell’ultima manche.

Il quadro della competizione e i protagonisti

A estrarre la rimonta decisiva è stato invece lo svizzero Nef, autore del miglior crono nella sezione tecnica, il quale ha permesso a se stesso e al collega Franjo Von Allmen – fresco dell’oro nella disciplina regina – di salire sul gradino più alto del podio, replicando il successo ottenuto pochi giorni prima. L’Austria, con Kriechmayr e Feller, si è invece aggiudicata l’argento, precedendo l’altro team elvetico composto da Odermatt e Meillard. Un contesto, questo, che evidenzia la competitività della nuova formula a squadre e l’elevatissimo livello tecnico raggiunto dalle nazioni protagoniste dello sci alpino, nelle quali l’Italia si è comunque inserita con autorevolezza, dimostrando una solidità di fondo che rimane un punto di partenza incoraggiante per le sfide future.

Le reazioni degli azzurri e il percorso di crescita

Accanto alla profonda amarezza di Vinatzer, si è collocato anche il rammarico espresso da Tommaso Sala, il quale, pur avendo concluso a ridosso delle posizioni di vertice insieme a Dominik Paris, ha dovuto constatare come pochi centesimi abbiano separato la coppia italiana dal podio. Due stati d’animo diversi, dunque, ma ugualmente pesanti, che fotografano la delusione per un obiettivo mancato per un soffio, pur nel quadro di una prestazione complessivamente buona e di un percorso di crescita che continua a tenere viva la fiducia nel movimento. Le parole dell’altoatesino, del resto, hanno raccontato senza filtri una gara che, nelle intenzioni, avrebbe potuto cambiare volto alla spedizione tricolore, trasformando un sogno concreto in un rimpianto da archiviare, ma non da dimenticare.

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