Meloni e il canone Rai, tensioni nel governo
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, descritta come "incazzata nera" dal suo entourage, ha affrontato una lite accesa sul canone Rai e sul decreto fiscale con Forza Italia e Lega. Nonostante la rabbia, la premier non si è rassegnata, anzi, ha mostrato determinazione nel risolvere le tensioni interne. La scena si è svolta davanti alle porte girevoli dell'hotel Cavalieri Waldorf Astoria, dove Antonio Tajani ha atteso per dieci minuti l'arrivo di Meloni. Al suo arrivo, i due si sono salutati con un bacio e si sono diretti verso una saletta per chiarirsi prima di partecipare al Med Dialogues.
La discussione ha toccato vari temi, tra cui gli extraprofitti, l'autonomia e la televisione, con scambi di battute pungenti e accuse reciproche. Tajani ha chiesto a Meloni di abbassare i toni, preoccupato di perdere la faccia, mentre Meloni ha ribattuto con fermezza. La tensione tra i due leader riflette le difficoltà del governo nel mantenere l'unità, con il Senato che sembra frantumarsi sotto il peso delle divergenze interne.
Nel frattempo, il governo ha ottenuto un importante successo con l'ingresso di Raffaele Fitto in Commissione europea, un risultato accolto con favore anche dal Partito Democratico. Tuttavia, le tensioni interne continuano a minare la stabilità dell'esecutivo, con Meloni che cerca di mantenere il controllo e di evitare ulteriori fratture.
La lite tra Meloni e Tajani è solo l'ultimo episodio di una serie di scontri all'interno della coalizione di governo, che vede contrapposti Forza Italia e Lega su vari fronti. La premier, determinata a non farsi ridimensionare, ha avvertito i suoi alleati che perderebbero consenso se continuassero a ostacolarla.




