Trump valuta l’acquisto di una quota in Intel, mentre il colosso dei chip arranca nell’era dell’AI
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Redazione Economia
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L’amministrazione Trump sta esplorando la possibilità di acquisire una partecipazione in Intel, secondo quanto riportato da Bloomberg citando fonti vicine alla trattativa. Il gigante dei semiconduttori, che negli ultimi anni ha perso terreno nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, potrebbe così ricevere un sostegno diretto dal governo federale, in un’operazione che segnerebbe un ulteriore passo verso l’integrazione tra potere politico e industria strategica.
L’ipotesi, ancora in fase di valutazione, sarebbe emersa durante un incontro tra il presidente Usa e l’amministratore delegato di Intel, Lip-Bu Tan, avvenuto pochi giorni dopo le polemiche sollevate da Trump stesso sui legami dell’azienda con la Cina. Sebbene i dettagli tecnici restino da definire – “il diavolo si nasconde nei particolari”, ha osservato un analista di PIMCO – l’eventuale ingresso del governo nel capitale di Intel potrebbe avvenire attraverso i fondi dello Us Chips Act, il piano da 52 miliardi di dollari varato per rafforzare la produzione nazionale di semiconduttori.
Intanto, le voci di un possibile accordo hanno già scatenato reazioni sui mercati: in pre-market, le azioni Intel sono salite del 4,6%, segnale di un ottimismo che però dovrà fare i conti con le sfide strutturali dell’azienda. Da anni, infatti, il gruppo fatica a riconquistare la leadership tecnologica, soprattutto nel campo dei processori avanzati per l’AI, dominato da rivali come Nvidia e TSMC.




