Addio alla “Bin Laden” viola: la Bce ferma le nuove banconote da 500 euro
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea, che ormai da tempo aveva sospeso la stampa del taglio più alto in circolazione, ha messo la parola fine su ogni residuo dubbio: la banconota da 500 euro non comparirà più nelle prossime serie di moneta fisica. Una decisione, quella comunicata da fonti autorevoli e confermata oggi, che arriva dopo oltre un decennio di polemiche incentrate su un’evidenza difficile da ignorare – e cioè l’uso sproporzionato di quel biglietto viola in operazioni di riciclaggio, narcotraffico ed economia sommersa. Duecento miliardi di euro, valore complessivo stimato di quei pezzi da mezzo millesimo ancora fluttuanti tra portafogli, materassi e cassette di sicurezza, rappresentano un serbatoio finanziario quasi completamente opaco ai radar delle autorità. Per questo, all’interno degli uffici di Francoforte, il soprannome “Bin Laden” aveva preso piede già da qualche anno: un riferimento alla capacità di rimanere invisibile, sfuggente, pur essendo materialmente presente.
Perché la Bce ha aspettato così tanto prima di stoppare il taglio da 500 euro
Il percorso che ha portato all’eliminazione definitiva del taglio da 500 euro non è stato né rapido né privo di tentennamenti. Già nel 2019, va ricordato, la produzione era stata interrotta – ma senza che venisse dichiarato ufficialmente il “fine vita” della banconota. Una strategia prudenziale, quella adottata in passato, per non generare allarmismi tra i risparmiatori e per consentire alle banche nazionali di smaltire gradualmente le scorte. Oggi, invece, la svolta è netta: la terza serie di euro, il cui tema è stato individuato tra cultura europea, fiumi e volatili, non includerà più quel taglio. Significa che qualsiasi nuovo esemplare coniato dall’istituto centrale, da qui in avanti, avrà un valore massimo di 200 euro. E la “Bin Laden”, così com’è stata soprannominata anche negli ambienti delle forze dell’ordine, cesserà di esistere come strumento di emissione futura.
Che fine fanno le banconote da 500 euro già in circolazione
Non c’è però alcuna scadenza improvvisa per chi ne possiede ancora una, magari dimenticata in un vecchio portafoglio o ricevuta in un pagamento lecito di una certa rilevanza. La Bce ha chiarito più volte che il valore legale della banconota da 500 euro resterà intatto: un negoziante, una banca o un qualsiasi operatore finanziario dell’eurozona sarà tenuto ad accettarla come mezzo di pagamento, anche se molti istituti di credito ne hanno già limitato volontariamente l’incasso o il versamento per conto terzi. Quel che cambia, nella sostanza, è l’impossibilità di vederne uscire di nuove dal circuito produttivo. Chi ne ha una in casa, quindi, può continuare a spenderla o depositarla senza fretta – anche se gli esperti di contrasto al riciclaggio suggeriscono da anni di evitarne l’uso in transazioni elevate, proprio per non attirare controlli.
Le indagini e l’ombra dei traffici illeciti dietro la scelta della Bce
La decisione odierna, per quanto appaia tecnica, affonda le radici in inchieste giudiziarie e rapporti di polizia che si trascinano da almeno sedici anni. Il carattere partitivo della moneta, cioè la sua capacità di concentrare molto valore in poco spazio, ne ha fatto lo strumento preferito da alcune organizzazioni dedite al contrabbando, alla corruzione internazionale e al finanziamento di reti opache. Basti pensare – senza entrare in dettagli espliciti – che una valigetta di dimensioni normali può contenere diversi milioni di euro in banconote da 500, eludendo così i controlli fisici e i limiti al trasporto di contante previsti dalle normative antiriciclaggio. Per questo, nel gergo di chi indaga, quel pezzo viola era diventato una sorta di “latitante di carta”: difficile da intercettare, comodo per chi non vuole lasciare tracce. La Bce, con lo stop definitivo alla sua reintroduzione, ha scelto di assecondare una linea già tracciata dal Gafi (il gruppo di azione finanziaria internazionale) e da molti governi europei, compreso quello italiano, che da tempo spingevano per limitare l’uso del contante ad alto taglio.




