Julian Assange ottiene l'opportunità di appellarsi contro l'estradizione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha ottenuto l'opportunità di presentare un appello contro la sua estradizione negli Stati Uniti. La decisione è stata presa dalla Corte di Londra il 26 marzo, rinviando ulteriori procedimenti al 20 maggio.

Dettagli della decisione

La Corte di Londra ha concesso a Assange l'opportunità di appellarsi contro la sua estradizione. Tuttavia, questa non è una vittoria definitiva per il giornalista australiano. I giudici Victoria Sharp e Jeremy Johnson hanno precisato che la difesa non può presentare nuove prove per dimostrare che l'estradizione metterebbe a rischio la vita di Assange, le cui condizioni di salute sono già molto precarie.

Possibili conseguenze dell'estradizione

Se estradato negli Stati Uniti, Assange sarà processato per 18 capi d'accusa e rischia una condanna fino a 175 anni di detenzione, secondo l'Espionage Act. Due relatori dell'Onu hanno definito le attuali condizioni di Assange "assimilabili alla tortura". Assange è accusato dalla giustizia statunitense di aver messo in pericolo la vita di molte persone pubblicando notizie segrete o riservate sulle operazioni militari o di intelligence in corso in vari paesi del mondo.

Prossimi passaggi

L'udienza di stamane ha dato il via libera all'istanza della difesa di Assange di presentare un ultimo appello contro l'estradizione negli Stati Uniti. Questa decisione, precedentemente negata, rappresenta l'ultima (seppur flebile) chance per Assange di evitare l'estradizione. Le prossime fasi del caso saranno decise il 20 maggio.

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