Luciano Darderi vince il quinto Titolo in carriera a Santiago: battuto Hanfmann in due set
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La domenica del tennis italiano, complice anche il fuso orario sudamericano che ne ha dilatato l‘eco, si è arricchita di un altro, significativo trofeo. Dopo il successo di Flavio Cobolli in Messico e l‘affermazione nel Challenger indiano del giovane Federico Cinà, è stato Luciano Darderi a prendersi la scena sulla terra rossa di Santiago del Cile. Il ventiquattrenne nato a Villa Gesell, numero 21 del ranking ATP e seconda testa di serie del tabellone, ha infatti superato in finale il tedesco Yannick Hanfmann con il punteggio di 7-6 (6), 7-5 al termine di un‘ora e quarantanove minuti di gioco, un match combattuto e segnato da continui capovolgimenti di fronte.
Per Darderi, che aveva già sollevato il trofeo a Córdoba nel 2024 e poi a Umago, Bastad e Marrakech nel corso della passata stagione, si tratta del quinto titolo in carriera sul circuito maggiore, tutti ottenuti sull’amatissima superficie in polvere di mattone. Un successo, questo conseguito sulle alture di Santiago, che assume anche un sapore particolare di rivalsa, arrivando a poche settimane di distanza dalla sconfitta patita nell’atto conclusivo del torneo di Buenos Aires contro l’argentino Francisco Cerundolo, match che aveva interrotto una striscia positiva di quattro finali vinte su altrettante disputate. L’azzurro, nonostante un approccio alla partita non privo di sbavature e di qualche eccesso di nervosismo, specialmente nella fase calda del primo set, è riuscito a essere più solido e continuo del suo avversario, un trentaquattrenne tedesco che, nonostante l’eccellente torneo disputato da qualificato e le vittorie su Francisco Cerundolo e Camilo Ugo Carabelli, è rimasto ancora a secco di allori in carriera.
La dinamica dell‘incontro ha rispecchiato fedelmente l’equilibrio e la tensione di una finale. Darderi è riuscito a strappare il servizio a Hanfmann in avvio, portandosi sul 2-1, per poi subire il controbreak qualche gioco più tardi, una circostanza che ha inevitabilmente aumentato la pressione sul suo gioco. Il primo set si è così trascinato fino al tie-break, un momento cruciale nel quale l’italiano ha mostrato maggiore personalità, annullando le insidie e chiudendo 8-6 dopo aver sprecato un vantaggio iniziale di 3. La seconda frazione è stata una replica della prima, con i due giocatori che si sono scambiati break nel terzo e nel quarto gioco, dando vita a una serie di game punto a punto da cui nessuno dei due sembrava riuscire a emergere con decisione. Ed è stato proprio quando il match sembrava avviarsi verso un epilogo al tie-break, con Hanfmann che teneva botta con il servizio, che Darderi ha piazzato l‘accelerata decisiva: nell’undicesimo game ha piazzato un parziale di 12 punti vinti su 15 in risposta, un dato statistico che fotografa perfettamente la sua crescita nel momento topico, e nel game successivo ha operato il break decisivo che gli ha consegnato il titolo.
I numeri di una finale decisa dai dettagli e la riscossa sulla terra sudamericana
L‘analisi dei dati statistici offerti dal match racconta di una partita in cui Darderi, pur non esprimendo un tennis scintillante, ha saputo capitalizzare al meglio le proprie risorse nei frangenti decisivi. Il tedesco Hanfmann ha fatto registrare un numero di vincenti doppio rispetto all’azzurro, trenta contro quindici, ma questa maggiore spinta offensiva è stata pagata a caro prezzo in termini di errori non forzati, ben trentadue per il classe 1991 di Karlsruhe, sedici invece per l’italiano. Una differenza abissale che, al cospetto di un interprete solido e concreto come Darderi, diventa un peso insostenibile. Per il giocatore teutonico, alla sua prima finale ATP dopo quasi un decennio dall’unico precedente a Gstaad nel 2017, la sconfitta rappresenta certamente un’occasione persa, ma anche la conferma di poter competere a questi livelli nonostante l’età avanzata e un ranking che lo vede fuori dai top ottanta.
Per Darderi, invece, questo quinto sigillo rappresenta la certificazione di una crescita costante e inarrestabile nell’ultimo biennio, che lo ha visto diventare il giocatore con il maggior numero di titoli sulla terra battuta a livello ATP dall’inizio del 2024, cinque appunto, superando anche fenomeni del calibro di Carlos Alcaraz, fermo a quattro. Un primato notevole per un ragazzo che, partito dalle qualificazioni e dai tornei Challenger, ha scalato le classifiche con pazienza e determinazione. La vittoria in Cile, inoltre, gli consente di chiudere nel migliore dei modi la trasferta sudamericana sulla sua superficie preferita, un bilancio che lo vede vincitore a Santiago e finalista a Buenos Aires, con la sola battuta d‘arresto all’esordio nel successivo ATP 500 di Rio de Janeiro, dove ha probabilmente pagato dazio alla stanchezza accumulata nelle settimane precedenti.
Un azzurro nel circuito che continua a stupire
Il trionfo di Luciano Darderi si inserisce in un contesto di straordinaria vitalità per il tennis maschile italiano, capace di piazzare ben due suoi rappresentanti sul gradino più alto del podio in altrettanti tornei ATP nella stessa giornata, un evento che trova riscontro solo in poche, precedenti occasioni nella storia di questo sport. Il ventiquattrenne italo-argentino, grazie alla sua solidità mentale e a un gioco particolarmente efficace nei momenti che contano, si conferma una realtà consolidata del circuito e non più una semplice promessa. La sua capacità di restare lucido e concentrato anche quando il gioco non fluisce come vorrebbe, unita a un rovescio solido e a una determinazione feroce, lo hanno reso un cliente scomodo per chiunque sulla terra rossa.
Lontano dai riflettori e dal clamore mediatico che talvolta avvolge altri suoi colleghi, Darderi costruisce i suoi successi con un lavoro certosino e una progressione costante che non conosce soste. Il prossimo appuntamento per lui, così come per gran parte del circuito, saranno i prestigiosi Masters 1000 americani di Indian Wells e Miami, prima del definitivo ritorno in Europa per la stagione primaverile sulla terra. In California, così come in Florida, si troverà ad affrontare condizioni completamente diverse, superfici più veloci e avversari di primissima fascia, ma lo farà forte di una classifica che gli permetterà di essere testa di serie e di una consapevolezza nei propri mezzi accresciuta da questo ennesimo, prezioso successo in terra cilena.




