Freddo siberiano in arrivo, temperature fino a 15 gradi sotto la norma: dove e quando, le previsioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Europa si prepara a una brusca sterzata invernale, dopo un avvio d'anno meteorologicamente dinamico, che potrebbe portare gelo intenso e precipitazioni nevose a fine gennaio. Secondo le ultime proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, citate da Bloomberg, si profila infatti l'arrivo di una consistente ondata di freddo, originata da quella configurazione barica comunemente nota come "raffica siberiana". Questo pattern atmosferico, piuttosto raro, è destinato a modificare radicalmente la circolazione dei venti, aprendo un varco attraverso il quale l'aria gelida custodita nelle pianure russe potrà fluire senza ostacoli verso ovest. L'evento, la cui finestra temporale è indicata a partire dal 25 del mese, sembra essere la conseguenza diretta di un più ampio e complesso sconvolgimento che ha interessato le quote superiori dell'atmosfera nelle scorse settimane.

Le cause stratosferiche di un inverno turbolento

La stagione invernale, che aveva già mostrato i primi segnali di irrequietezza già nel periodo natalizio, trova una sua spiegazione tecnica nelle alterazioni del Vortice Polare, quella vasta area di bassa pressione che normalmente racchiude l'aria più gelida al di sopra del Polo Nord. Negli ultimi mesi, la sua struttura – solitamente compatta – ha subito ripetuti disturbi e fasi di indebolimento, creando le premesse perché masse d'aria artica potessero scivolare verso latitudini temperate. Un processo, questo, che appare giunto a una svolta decisiva con un evento di "Sudden Stratospheric Warming", ossia un riscaldamento improvviso della stratosfera. Tale fenomeno, di notevole potenza nel corso di questo gennaio, ha frammentato il nucleo del vortice polare e invertito la direzione dei venti zonali, spingendo uno dei suoi lobi principali con veemenza prima sul Nord America e, successivamente, verso il continente europeo.

Una configurazione che fatica ad affermarsi

Va precisato, tuttavia, che tentativi simili da parte dell'anticiclone russo-siberiano di estendere la propria influenza sul centro Europa e sul Mediterraneo sono stati registrati, senza successo, quasi in ogni inverno. Spesso, infatti, la sua spinta è stata neutralizzata dall'azione mitigatrice delle correnti atlantiche, dalla presenza di aree di alta pressione sul continente o, semplicemente, da una carenza di freddo vero e proprio nei serbatoi d'origine, il che ne ha vanificato i movimenti retrogradi. La particolarità dell'attuale situazione risiede proprio nella quantità e nella qualità dell'aria gelida che si è accumulata, la quale – supportata dalla profonda alterazione del vortice polare – sembra ora possedere la forza necessaria per penetrare in profondità, superando quelle barriere che in passato l'hanno respinta.

Gli scenari attesi per la fine del mese

Gli scenari disegnati dai modelli meteorologici indicano, pertanto, un periodo di grande gelo potenzialmente prolungato. L'aria di origine siberiana, muovendosi lungo il corridoio aperto dalla raffica siberiana, potrebbe far crollare le temperature fino a quindici gradi al di sotto delle medie tipiche del periodo per diverse regioni. Se da un lato le proiezioni delineano un'offensiva del freddo particolarmente severa per l'Europa centro-orientale, dall'altro non si esclude che gli effetti possano farsi sentire, seppur in forma attenuata o modificata dalle dinamiche locali, anche su porzioni del Mediterraneo e dell'Italia, con episodi di precipitazione nevosa che potrebbero interessare non solo le zone montane ma, in certi contesti, anche quelle di pianura o collinari. Resta fondamentale, com'è ovvio, monitorare l'evoluzione delle previsioni nei prossimi aggiornamenti, poiché la distanza temporale consente ancora margini di variazione nella traiettoria precisa e nell'intensità dell'evento.

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