Il dollaro crolla dopo le critiche di Trump alla Fed, ma il mercato valuta potrebbe aver esagerato
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Redazione Economia
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L’indice Dollar Index, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di valute, è precipitato sotto quota 98, toccando il livello più basso da marzo 2022. Un’ondata di vendite ha travolto la divisa statunitense, alimentata dall’ennesimo attacco di Donald Trump al governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, accusato di non aver tagliato i tassi con la rapidità richiesta.
Le conseguenze si sono propagate rapidamente: i rendimenti dei Treasury decennali sono saliti al 4,42%, mentre il dollaro ha sfiorato un minimo decennale sul franco svizzero a 0,8842. L’euro, dal canto suo, è schizzato oltre 1,15 dollari, segnando un -6% rispetto alla media del 2024. Intanto, la valuta americana sta testando il livello critico di 140 yen, un baluardo che, se superato, potrebbe innescare ulteriori tensioni.
Mentre le borse americane chiudevano in rosso il 21 aprile – con l’S&P 500 in calo del 2,4%, il Nasdaq giù del 2,5% e il Dow Jones crollato del 2,5% – le criptovalute hanno invece evitato il contraccolpo, registrando una performance positiva nonostante l’incertezza.
La sessione di ieri ha confermato la turbolenza in atto, con una volatilità accentuata e una fuga dagli asset statunitensi. Lo S&P 500 ha perso l’1,1%, il Nasdaq è sceso del 3%, mentre i Treasury hanno visto un aumento di otto punti base. La domanda che ora attanaglia gli investitori è quanto possa durare questa fase di instabilità. Sebbene non ci sia una risposta univoca, l’andamento del dollaro sarà decisivo per capire se il mercato abbia davvero sopravvalutato il rischio o se, al contrario, la correzione sia solo all’inizio.




