Taratata, nella seconda puntata Annalisa trascina lo show mentre il duetto con Sangiorgi diventa virale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un momento, nella seconda e ultima serata di Taratata andata in onda su Canale 5, in cui il palco della ChorusLife Arena di Bergamo – quella struttura da seimila e cinquecento posti inaugurata nel 2024 e capace di trasformarsi da arena sportiva a sala concerti in poche ore – smette di essere un semplice contenitore televisivo per trasformarsi in una sorta di laboratorio sonoro -6. Succede quando Annalisa, l’artista ligure che i dati FIMI certificano come la donna con il maggior numero di vendite nell’era delle classifiche ufficiali, incrocia la voce di Giuliano Sangiorgi. Il frontman dei Negramaro, ospite della puntata insieme al resto della band, si siede idealmente accanto a lei per reinterpretare Bellissima, e quel pezzo – che chiunque avrebbe riconosciuto nella sua versione originale – assume una consistenza diversa, più rocciosa e corale, grazie all’incontro tra la precisione quasi geometrica di lei e l’istinto trascinante di lui -2. Il video di quell’esibizione, come spesso accade nell’era della fruizione frammentata, ha cominciato a macinare visualizzazioni e condivisioni sui social ancor prima che la puntata si concludesse, dimostrando come il vero traino del programma, al netto della conduzione, restino gli incastri musicali.

La costruzione di una serata e il ritorno ai classici

La scaletta della seconda puntata, del resto, era stata pensata per alternare generazioni e timbri diversi. Accanto ad Annalisa e ai Negramaro, infatti, hanno trovato spazio Fiorella Mannoia, Gigi D’Alessio, Luca Carboni e Alessandra Amoroso, reduce quest’ultima dalla maternità e tornata sul palco con un look che mescolava l’alta moda di Lorenzo Seghezzi – quel corsetto nude da settecentosessanta euro, rinforzato con stecche in acciaio – alla quotidianità della figlia Penny nel backstage -3-4-9. Ed è proprio Alessandra Amoroso a regalare uno dei momenti di maggiore tenerezza della serata con una ninna nanna, un’interpretazione che chi ha seguito il programma fin dagli esordi del format, quando andava in onda su Raiuno tra il 1998 e il 2001, probabilmente non si aspettava -4. Ma Taratata, nella sua nuova vita prodotta da RTI con Friends Tv e Double Trouble Club, funziona anche per contrasti: da una parte la potenza vocale di chi come Annalisa si muove tra Sinceramente, Esibizionista e una cover di Sweet Dreams (quella che aveva già portato a Sanremo), dall’altra la ricerca di intimità e di silenzi -4-8.

Il ruolo di Bonolis tra coordinazione e retroscena

Paolo Bonolis, in tutto questo, gioca una partita particolare. La sua presenza scenica rimane quella di sempre, ma la funzione all’interno dello show è volutamente defilata: lui stesso, quando anni fa conduceva il Festival e divideva i Big in categorie – uomini, donne, classic e band – aveva dimostrato di saper maneggiare il meccanismo televisivo con polso fermo, ma qui sembra accettare di buon grado il ruolo di chi deve solo annunciare, coordinare, lasciare spazio -5. Il palco centrale e immersivo della ChorusLife, con le esibizioni che si alternano sui due lati e un’area più raccolta dedicata ai colloqui, serve proprio a ribaltare le gerarchie: non è il conduttore a rubare la scena, ma sono gli artisti a diventare protagonisti assoluti -8-10. C’è chi, sui social, ha ironizzato definendo la serata una sorta di Annalisa e friends, e in effetti la mole di spazio dedicato alla cantante è stata notevole, ma d’altra parte il meccanismo del programma – lo ricordano anche le pagelle pubblicate da varie testate – premia proprio chi sul palco ci sa stare senza risparmiarsi -1.

I duetti che funzionano e la macchina dello spettacolo

L’impressione, guardando scorrere le performance, è che la macchina produttiva – scritta da Sergio Rubino, Federico Taddia, Paolo Biamonte e Simone Di Rosa con la regia di Luigi Antonini – abbia puntato molto sulla qualità delle collaborazioni -4. Il duetto tra Annalisa e Sangiorgi è stato il più chiacchierato, ma non l’unico a regalare scintille. La presenza di Luca Carboni, ad esempio, ha portato in scaletta un repertorio che attraversa decenni di musica italiana, mentre Gigi D’Alessio e Fiorella Mannoia rappresentano due anime distinte della melodia popolare -7. E poi c’è Edoardo Leo, chiamato a infilarsi in questa sequenza di note con un intervento pensato per alleggerire la tensione, per ricordare a tutti che la televisione, anche quando insegue l’alto profilo artistico, non deve mai perdere di vista la dimensione dell’intrattenimento puro -7-8.

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