Taratata, la notte in cui Annalisa ha fatto da padrona e Bonolis ha vinto la sua scommessa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C'era una certa curiosità, per non dire un velato scetticismo, attorno alla seconda e ultima puntata di Taratata, lo show evento che Paolo Bonolis ha riportato sugli schermi di Canale 5 dopo anni di assenza. E se la prima serata aveva già offerto un assaggio del potenziale del format, questa replica, andata in onda dalla ChorusLife Arena di Bergamo, ha finito per confermare una dinamica piuttosto chiara: da un lato, l'esplosività di Annalisa, capace di catalizzare l'attenzione come pochi altri artisti sanno fare in questo momento storico; dall'altro, la macchina collaudata di Bonolis, che ha condotto la nave in porto senza particolari affanni, ma anche senza quei colpi di genio che un tempo erano il suo marchio di fabbrica. Il pubblico, quello che ha seguito la trasmissione in diretta e poi ne ha discusso sui social, sembra aver trovato un punto d'accordo proprio sulla performance della cantante ligure: "Stasera è Annalisa e friends", hanno scritto in molti, fotografando con ironia quella che è apparsa a tutti come una supremazia scenica piuttosto netta -1.
Il problema, se così vogliamo definirlo, non è tanto la qualità degli ospiti, che anzi schierava nomi del calibro di Alessandra Amoroso, Luca Carboni, Gigi D'Alessio, Fiorella Mannoia e i Negramaro, ma proprio l'equilibrio delle forze in campo. Annalisa, nel pieno del suo tour Ma noi siamo fuoco che sta letteralmente infiammando i palasport di tutta Italia, ha portato sul palco una presenza scenica e una padronanza vocale che hanno messo in ombra gran parte dei colletti -1 -3. Il suo modo di interpretare i brani, quella miscela di eleganza pop e intensità drammatica che l'ha resa un fenomeno generazionale, ha funzionato perfettamente nel meccanismo dello show, finendo però per sbilanciarlo. Gli stessi duetti, che avrebbero dovuto rappresentare il cuore pulsante della serata, sono spesso scivolati in secondo piano rispetto alla sua performance solista. Dall'altro lato, la prova di Carlo Sangiorgi, il frontman dei Negramaro, ha diviso l'audience: la sua interpretazione, votata a una certa teatralità e a un'espressività dirompente, è parsa a qualcuno eccessiva, quasi urlata, creando un contrappunto netto con la misura controllata di Annalisa.
Bonolis, dal canto suo, ha fatto ciò che sa fare meglio: ha gestito i tempi, ha cucito addosso agli ospiti le sue battute, ha retto l'impalcatura di uno show lungo quasi tre ore con la professionalità di chi ne ha viste tante -6 -7. Ma è mancato quel guizzo, quell'elemento di sorpresa o di caos organizzato che trasformava una semplice trasmissione in un evento. Il ritorno di Taratata, che storicamente rappresentava l'antitesi della competizione sanremese, un luogo dove fare festa con la musica senza la pressione della gara, è stato un successo di pubblico, questo sì, ma è filato via liscio come l'olio -2 -5. E forse, in un prodotto che punta a stupire, la totale assenza di attriti non è necessariamente un pregio.




