Taratata, tra il monologo di Annalisa e le critiche al duetto con Sangiorgi: Bonolis vince senza stupire

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Era stato presentato come l’anti-Sanremo, il luogo dove la musica tornava a essere solo musica, senza la competizione e senza i meccanismi da classifica che da sempre caratterizzano la kermesse dell’Ariston. E invece, la seconda e ultima puntata di Taratata, andata in onda su Canale 5 e registrata alla ChorusLife Arena di Bergamo, ha finito per assomigliare a qualcos’altro: a un lungo speciale dedicato a una sola artista, Annalisa, attorno alla quale ruotavano, come pianeti minori, gli altri ospiti della serata -1. Il conduttore, Paolo Bonolis, ha confezionato uno show solido, certamente, ma privo di quelle scintille di imprevedibilità che ci si aspetterebbe da un evento che voleva distinguersi dalla concorrenza, forte di una presenza scenica che resta inattaccabile ma che, forse, questa volta non è riuscita a mascherare una scaletta fin troppo sbilanciata. Il pubblico, che ha seguito la trasmissione in massa come dimostrano i picchi di ascolto e il tam tam sui social, non ha mancato di notare questo squilibrio, e le critiche, seppur velate dall’entusiasmo per qualche performance riuscita, non sono tardate ad arrivare.

È stata proprio la cantante ligure, reduce da un tour trionfale e da anni di costante presenza nelle classifiche FIMI, la vera protagonista indiscussa della serata -1. Un’ora dopo l’altra, Annalisa è letteralmente entrata e uscita dal palco, si è esibita in tre brani da solista – da Esibizionista a una rilettura in chiave moderna di Sweet Dreams degli Eurythmics, per poi chiudere con Sinceramente – e ha partecipato a due duetti di peso specifico opposto, uno che le ha portato critiche feroci e uno che l’ha consacrata regina anche nel repertorio napoletano -8. Con Gigi D’Alessio, la cui maglietta della salute è diventata quasi un marchio di fabbrica, la sintonia è apparsa immediata, e l’esecuzione di Annarè ha convinto sia il pubblico in arena che quello a casa, che sui social ha parlato senza mezzi termini di "duetto dell’anno" -1-10. Ma è con Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, che l’atteso incrocio di voci si è trasformato in un boomerang.

Il duetto tra Annalisa e Giuliano Sangiorgi su Bellissima, uno dei brani simbolo del repertorio della cantante, era uno dei momenti più attesi della seconda serata, tanto che i primi spezzoni erano già circolati in rete nei giorni precedenti la messa in onda -7. Tuttavia, una volta visto per intero, il confronto ha lasciato l’amaro in bocca a molti appassionati. La critica, feroce e trasversale, si è concentrata sull’approccio del leader dei Negramaro: Sangiorgi è sembrato voler strafare a tutti i costi, forse troppo preoccupato di lasciare il segno in un pezzo che non era il suo, finendo per urlare più che cantare, per sovrapporsi alla melodia originale con un’intensità che è parsa artefatta -1. L’armonia che ci si aspetta da un duetto, quel gioco di equilibri e respiri condivisi, è mancata del tutto, lasciando spazio a una sorta di gara a chi la spuntava più in alto. Alcuni utenti, nei commenti sui social network, hanno parlato di Sangiorgi come di "un’imitazione di se stesso", quasi a voler rimarcare ogni singola nota per dimostrare qualcosa che, forse, non aveva bisogno di essere dimostrato -1. In questo frangente, Annalisa è rimasta invece salda, professionale, quasi compassata, ma la chimica tra i due è apparsa inesistente, e il pezzo ne ha inevitabilmente sofferto.

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