Addio a Sergio Campana, il sindacalista che cambiò il calcio italiano
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Redazione Sport
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Si è spento a 90 anni, nella sua Bassano del Grappa, Sergio Campana, avvocato, ex calciatore e soprattutto fondatore dell’Associazione Italiana Calciatori, il primo sindacato dei giocatori italiani. La notizia, diffusa dall’Aic, ha ripercorso in poche ore il mondo del pallone, unendolo nel ricordo di una figura che, più di altre, ha segnato un’epoca.
Nato nel 1933, Campana vestì le maglie di Vicenza e Bologna negli anni Cinquanta e Sessanta, ma fu dopo il ritiro che la sua eredità divenne tangibile. Nel 1968, quando il calcio italiano era ancora legato a logiche arcaiche, fondò l’Aic, trasformando per sempre il ruolo del giocatore da semplice "atleta" a lavoratore con diritti riconosciuti. La sua battaglia, condotta con tenacia da presidente fino al 2011, portò a conquiste storiche: dagli accordi collettivi alle tutele previdenziali, fino alla rappresentanza nelle trattative con federazione e club.
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, insieme ai vice Gianfranco Zola e Giovanni Spezzaferri, ha espresso il cordoglio di tutto il movimento, ricordando come Campana sia stato «un punto di riferimento» per intere generazioni di professionisti. Anche chi non lo ha conosciuto direttamente, del resto, ha beneficiato delle sue lotte: quelle che permisero, tra l’altro, di superare il sistema del "vincolo" che legava i calciatori ai club a vita.




