Fabio Canino e l'addio a Ballando: «Milly mi disse "tu sai quanto ti stimiamo" e capii che qualcosa non andava»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Fabio Canino ha raccontato i retroscena del suo addio a Ballando con le stelle, il programma di Rai1 condotto da Milly Carlucci, dopo diciassette anni trascorsi al tavolo della giuria. In un'intervista al Messaggero, ripresa da diverse testate, l'attore e conduttore ha spiegato che la decisione non è nata da un improvviso desiderio di cambiamento, ma da una telefonata ricevuta la scorsa estate.
«Sono sincero: non avrei mai avuto il coraggio di lasciare il programma se quest'estate non avessi ricevuto una telefonata di Milly che, dopo i convenevoli, mi ha detto: "Tu sai quanto ti stimiamo". Ho subito pensato che se la telefonata iniziava così doveva esserci qualcosa che non andava. Non mi sbagliavo».
La proposta di un contratto biennale
Dietro quella chiamata c'era una proposta che avrebbe stravolto il suo ruolo nello show. La conduttrice gli avrebbe prospettato un contratto di due anni: il primo da concorrente in gara, il secondo di nuovo al bancone dei giudici. «Fabio, abbiamo bisogno di un personaggio pop in gara. Stavolta ti offriamo un contratto di due anni: il prossimo da concorrente, il secondo di nuovo da giudice», gli avrebbe detto Milly Carlucci secondo il racconto di Canino.
Una formula che l'artista ha rifiutato senza esitazioni, spiegando di non sentirsi nelle condizioni di scendere in pista dopo quasi due decenni passati a valutare le esibizioni altrui. «Dopo 17 anni che fai il giudice, non puoi andare a fare il concorrente e poi l'anno dopo tornare in giuria: non mi sembrava giusto nei confronti del pubblico».
La paura di risultare ridicolo e gli impegni teatrali
Canino non ha nascosto le ragioni più profonde del suo no. Da un lato c'è la consapevolezza di ciò che avrebbe significato esporsi in prima persona dopo anni trascorsi a commentare e giudicare. «Io mi sono subito visto in pista, dopo tutto quello che ho detto e fatto in questi anni, e ho realizzato che sarei durato tre secondi. Mi avrebbero massacrato, non sarei arrivato neanche ai titoli di testa». Dall'altro lato pesano gli impegni professionali già presi, dalla tournée teatrale de Il brutto anatroccolo agli appuntamenti radiofonici. «Fare il concorrente è pesante. Ci sono le prove tutti i giorni e io quest'anno ho la tournée teatrale, non avrei potuto dedicarmici seriamente. E poi sono ansioso. Non sarei mai stato sicuro di me. Con la paletta mi sarei sempre dato un tre».
La nomina a Cavaliere della Repubblica
Poche settimane dopo l'addio al programma, lo scorso 11 agosto Fabio Canino ha ricevuto una notizia che ha definito «un'emozione grandissima»: la nomina a Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita dal presidente Sergio Mattarella. L'attore ha raccontato di aver saputo della firma del decreto con una settimana di anticipo, senza poter dire nulla a nessuno fino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. «L'ho detto solo al mio compagno. Quando poi ho letto il mio nome sulla Gazzetta mi sono commosso, ho capito che era tutto vero».
Le motivazioni del riconoscimento hanno premiato il suo percorso nel teatro, nella radio e in televisione, ma anche l'impegno pubblico sui temi dei diritti civili e contro le discriminazioni.
Il rapporto con Milly e il presente senza la giuria
Nonostante l'uscita di scena, Canino ha tenuto a precisare che tra lui e la conduttrice non c'è stato alcuno screzio. I due si sono sentiti al telefono per una conversazione durata circa quaranta minuti e, successivamente, lui le avrebbe inviato un messaggio. «Ci siamo lasciati benissimo». Ha anche smentito che dietro la proposta del cambio di ruolo ci fosse la volontà di allontanarlo dal programma: «Lei era terrorizzata dal fatto che io interpretassi questo cambio di ruolo come una diminutio».
Quanto al presente, la nuova edizione di Ballando con le stelle è iniziata il 3 ottobre con una giuria rinnovata, che accanto ai confermati Carolyn Smith, Guillermo Mariotto e Ivan Zazzaroni vede l'ingresso di Alberto Matano e Barbara D'Urso. A Canino, che alla giuria ideale assegnerebbe voti diversi a seconda dei colleghi, resta la battuta affidata alle cronache: a Guillermo Mariotto «un 3 non glielo leva nessuno».
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