La satira di Geppi Cucciari a Splendida Cornice e lo sciopero delle firme dei giornalisti Rai contro il direttore Petrecca

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il clamore sollevato dalla telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, andata in onda sulla rete ammiraglia, non accenna a diminuire di intensità, anzi, si assiste a una moltiplicazione degli effetti collaterali di quella che è stata percepita, tanto all'interno dell'azienda quanto all'esterno, come una débâcle professionale senza precedenti. Da un lato, la reazione ironica e graffiante della satira televisiva, con Geppi Cucciari che nel suo programma "Splendida Cornice", in onda su Rai 3, ha dedicato un intero siparietto musicale alla figura del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, affiancata da Elio per una performance che ha riadattato le note di "Faceva il palo" di Enzo Jannacci in un irriverente "Faceva il Paolo" -1 -8. Dall'altro, e in modo ben più sostanzioso per quel che concerne le dinamiche interne a Viale Mazzini, la macchina della protesta sindacale si è messa in moto in maniera corale, portando alla proclamazione di uno sciopero delle firme che ha coinvolto, per l'intera giornata di venerdì 13 febbraio, tutte le testate giornalistiche, i gr, i programmi di informazione e le piattaforme web del servizio pubblico -2 -6.

La trasmissione condotta da Geppi Cucciari, con il suo consueto stile che mescola intrattenimento colto e osservazione critica della contemporaneità, ha colto la palla al balzo, trasformando l'imbarazzo generale in un numero di cabaret di rara efficacia. La scelta di aprire la puntata del 12 febbraio con una sigla dedicata agli errori in diretta di Petrecca — si pensi allo scambio tra l'attrice Matilda De Angelis e la cantante Mariah Carey, oppure alla mancata identificazione di alcuni atleti, tra cui spicca la campionessa di volley Anna Danesi, oppure ancora all'equivoco sullo stadio di San Siro — ha rappresentato una vera e propria lezione su come si possa fare satira, prendendo le distanze da un episodio spiacevole senza però fingere che non sia mai accaduto -5 -7. Nel corso della performance, Elio e la conduttrice hanno cantato le gesta del direttore, sottolineando con ironia la sua caparbietà nel voler commentare nonostante le evidenti difficoltà e le due precedenti sfiducie ricevute dalla sua stessa redazione, un passaggio, quest'ultimo, che getta una luce significativa sui rapporti di forza interni alla testata -1.

Parallelamente all'operazione culturale e satirica messa in atto da "Splendida Cornice", la tensione negli uffici di Rai Sport e nelle redazioni giornalistiche è andata ben oltre il semplice aneddotto, concretizzandosi in un'azione sindacale di ampia portata. L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha raccolto e amplificato il malcontento che ribolliva già da tempo contro la gestione di Petrecca, il quale, va ricordato, aveva ricevuto voti di sfiducia non solo dalla redazione che ora guida, ma anche in precedenza da quella di RaiNews -10. La gaffe olimpica, per quanto eclatante, è stata dunque la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di lamentele relative all'organizzazione del lavoro e all'utilizzo di risorse esterne. Così, dopo che i colleghi di Rai Sport avevano già ritirato le proprie firme dai servizi dedicati ai Giochi, la protesta si è estesa a macchia d'olio, portando alla decisione di un'astensione collettiva dalla firma per tutti i tg, con la contestuale lettura, al termine di ogni edizione di durata superiore ai cinque minuti, di un comunicato ufficiale dell'Usigrai volto a spiegare le ragioni della mobilitazione ai telespettatori -9.

Il testo del comunicato, che è stato letto in chiusura delle edizioni dei telegiornali, non lasciava spazio a interpretazioni ambigue, parlando senza mezzi termini di un "duro colpo all'immagine della Rai e alla dignità di tutte le giornaliste e i giornalisti" che ogni giorno lavorano per garantire un servizio pubblico all'altezza del suo nome -2 -6. Nel documento, l'esecutivo del sindacato sottolineava come la mobilitazione della redazione di Rai Sport e le ripetute prese di posizione dei comitati di redazione delle altre testate non avessero sortito alcun effetto sui vertici aziendali, i quali, a giudizio dei giornalisti, hanno mancato di assumersi le proprie responsabilità. Da qui la necessità di un "gesto concreto, individuale e collettivo, di solidarietà e partecipazione", un gesto che ha finito per paralizzare simbolicamente l'intero apparato informativo della Rai per un giorno, mandando un segnale inequivocabile all'amministratore delegato Giampaolo Rossi e al direttore generale -4.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.