Il direttore di Raisport, Petrecca, nel mirino non solo per le gaffe: consulenze, costi lievitati e un budget da 640mila euro in più per i talent esterni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, andata in scena venerdì 6 febbraio, doveva rappresentare il momento di gloria per lo sport italiano e per il servizio pubblico chiamato a raccontarlo al mondo. E invece, per la Rai, quell'evento si è trasformato in un boomerang mediatico la cui onda d'urto, a distanza di giorni, continua a far tremare i piani alti di viale Mazzini. Se le cronache internazionali, dal New York Times in giù, si sono soffermate sulle papere in diretta del direttore di Raisport Paolo Petrecca — quella più eclatante, ovvero la fatale confusione tra l'attrice Matilda De Angelis e la popstar Mariah Carey — è nel chiuso delle redazioni che la protesta sta assumendo i contorni di una resa dei conti a tutto tondo sulla gestione economica e organizzativa della testata -2-6.

La scintilla che ha fatto deflagrare il malcontento, va detto, era stata accesa ben prima che il direttore si sedesse al microfono per la telecronaca. Il Comitato di redazione di Raisport aveva già dichiarato lo stato di agitazione a metà gennaio, lamentando un piano di lavoro che, a due settimane dall'evento, appariva “con molti punti deboli” e una programmazione considerata insufficiente per garantire la copertura adeguata a un appuntamento di tale portata -1. Quello che i giornalisti della testata sportiva contestano a Petrecca non è, però, solo una questione di incompetenza tecnica emersa in mondovisione, ma un vero e proprio modus operandi che avrebbe penalizzato le professionalità interne a vantaggio di un giro vorticoso di collaboratori esterni e talent, le cui parcelle avrebbero fatto schizzare i costi.

Secondo quanto riportato dalla stessa assemblea dei giornalisti di Raisport, l'arrivo di Petrecca alla direzione avrebbe portato a un incremento di spesa per le rubriche pari a 640mila euro rispetto all'anno precedente, il 2024 -5. Una cifra, questa, che i cronisti internali ritengono sia stata assorbita principalmente dal ricorso “spericolato”, come lo definiscono, a volti esterni alla Rai, scelti per ruoli di conduttori e inviati che, di fatto, sottraggono spazio e visibilità a chi in quella testata ci lavora da anni. La redazione parla apertamente di “costi e spese” da verificare, chiedendo all'azienda di fare chiarezza su quali benefici abbia portato questa direzione, in un periodo peraltro segnato da tagli di budget che rendono ancora più stridente l'esborso per figure esterne -9. Tra i nomi finiti nell'occhio del ciclone, quello della showgirl Barbara Pedrotti, indicata dal direttore come esperta di sci, una scelta che i giornalisti hanno giudicato poco rispettosa del pubblico e dei veri addetti ai lavori -5.

Se la gestione delle risorse è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la gaffe in mondovisione è stata la miccia. La lunga sequenza di errori durante l'inaugurazione — dallo stadio “San Siro” chiamato “Olimpico”, alla presidente del Cio Kirsty Coventry scambiata per la figlia del presidente Mattarella, passando per i luoghi comuni sui brasiliani e la mancata citazione di cinque tedofori su sei della nazionale di volley — ha inferto un colpo durissimo alla credibilità della testata -4-6. E la risposta dei vertici, di fronte a quella che l'Usigrai ha definito “la peggior prestazione di sempre di Raisport”, è stata per molti versi inaccettabile: nessuna assunzione di responsabilità, nessuna mossa concreta -2-3.

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