Otto teatri delle Marche patrimonio Unesco. Acquaroli: «Una pagina storica»
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Redazione Interno
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Ovunque ora siano, brindano allo storico riconoscimento. Sono quei lungimiranti marchigiani che, tra Settecento e Ottocento, si unirono per costruire e gestire un teatro per la comunità. Non potevano immaginare che l'iniziativa di assicurare ai concittadini un luogo di spettacolo e d'incontro avrebbe varcato, secoli dopo, i confini, per affermarsi agli occhi del mondo intero.
Ieri, a Busan, in Corea del Sud, la 48ª sessione del Comitato Unesco decretava l'inserimento del "Sistema dei teatri condominiali all'italiana dell'Italia centrale del XVIII e XIX secolo" nella Lista del Patrimonio Mondiale.
Un sogno diventato realtà
"Il riconoscimento Unesco dei teatri storici delle Marche è il coronamento di un sogno che per molti sembrava irrealizzabile e oggi diventa finalmente realtà". Parole di Giorgia Latini, vicepresidente della commissione cultura della Camera e segretaria regionale della Lega, che da assessora alla cultura delle Marche ha avviato l'iter per la candidatura dei teatri storici a patrimonio dell'umanità, facendo poi approvare una mozione parlamentare a sostegno della stessa, recepita anche dal governo.
"Le Marche sono una piccola regione, ma custodiscono una straordinaria rete di teatri storici all'italiana, unica per densità e per qualità", ha aggiunto Latini, sottolineando come il riconoscimento vada oltre il valore artistico e architettonico, rappresentando una vittoria per l'intero Paese.
L'elenco dei teatri iscritti
Il sito seriale riconosciuto comprende dieci teatri condominiali dell'Italia centrale, di cui ben otto situati nelle Marche.
Ecco l'elenco completo dei gioielli architettonici che da oggi entrano a far parte del patrimonio dell'umanità: il Teatro Angelo Mariani di Sant'Agata Feltria, il Teatro Pergolesi di Jesi, il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il Teatro Serpente Aureo di Offida, il Teatro dell'Aquila di Fermo, il Teatro Lauro Rossi di Macerata, il Teatro Feronia di San Severino Marche, il Teatro Gentile da Fabriano di Fabriano, il Teatro Bramante di Urbania, e il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto.
"Una pagina storica per le Marche"
"Un motivo di enorme orgoglio, una grandissima emozione e un risultato storico per le Marche e per l'intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale", ha dichiarato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Questo riconoscimento, ha proseguito il governatore, conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo e rafforza l'identità delle Marche come regione dei teatri, un territorio che vanta la maggiore densità di teatri condominiali al mondo.
L'iscrizione del sito seriale nella lista a patrimonio mondiale sosterrà l'intera rete regionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura Unesco.
Luoghi di cultura e coesione sociale
I teatri condominiali all'italiana rappresentarono un punto di svolta nella storia del teatro: gli spettacoli, un tempo riservati a pochi all'interno di istituzioni religiose e residenze aristocratiche, divennero accessibili a un pubblico più vasto. Sorti dalla partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano proprietà, gestione e fruizione, questi edifici hanno dato un apporto decisivo alla crescita della vita culturale e sociale dei territori.
Come ha evidenziato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il riconoscimento celebra l'eccezionale valore universale di questi gioielli architettonici che sono, da oltre due secoli, centri vitali di fruizione culturale, di identità e di coesione sociale per le comunità che li custodiscono. L'Italia, con questa iscrizione, sale a 62 siti nella Lista Unesco, consolidando il primato mondiale per numero di beni riconosciuti patrimonio dell'umanità.
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