Acquaroli e Ricci, primo faccia a faccia per le Marche
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Redazione Interno
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Nel primo confronto diretto, organizzato ieri presso l’H3 Coworking al Gross Center di Ancona, il presidente uscente Francesco Acquaroli e lo sfidante Matteo Ricci hanno offerto una chiara esemplificazione dei rispettivi stili politici e delle visioni antitetiche che propongono all’elettorato. L’incontro, il primo di tre previsti nella campagna per le regionali, ha visto Ricci, leader della coalizione di centrosinistra, assumere un ruolo marcatamente offensivo, lanciando critiche taglienti non solo sull’operato dell’avversario ma, indirettamente, anche verso il governo nazionale guidato dalla premier Giorgia Meloni. Acquaroli, dal canto suo, ha mantenuto un contegno più istituzionale, scegliendo di difendere i risultati della sua amministrazione senza lasciarsi coinvolgere in toni eccessivamente accesi, persino quando lo sfidante ha provato a sminuire la sua figura definendolo un «presidente semisconosciuto».
Il dibattito, articolato sui temi cardine del lavoro, delle imprese, dei giovani e del turismo, ha fatto emergere due narrazioni opposte sulla condizione attuale delle Marche. Da un lato, il governatore in carica ha dipinto il quadro di una «Regione in crescita», sottolineando i progressi compiuti nel quinquennio appena trascorso; dall’altro, Ricci ha contestato fermamente questa lettura, sostenendo che il territorio sia in realtà «fermo da cinque anni» e accusando l’amministrazione di centrodestra di averne trascurato le potenzialità. Uno scambio che, pur nella sua strutturale contrapposizione, è rimasto sostanzialmente ancorato a un confronto sulle politiche, con entrambi i candidati che hanno evitato di scivolare in personalismi eccessivi o in sterili polemiche.
Al centro del confronto, che si è svolto davanti ai delegati della Uil, è emerso con forza il tema della sanità, un capitolo di spesa che da solo assorbe circa l’80% del bilancio regionale. Su questo punto, cruciale per il futuro dei servizi ai cittadini, le posizioni sono apparse irrimediabilmente distanti: Ricci ha imputato all’attuale giunta gravi carenze nella gestione del sistema sanitario, mentre Acquaroli ha rivendicato le scelte operate, difendendo l’operato della sua amministrazione in un settore così complesso e delicato. Non sono mancati, inoltre, approfondimenti su altri dossier strategici, come lo sviluppo delle Zone economiche speciali (Zes) e le politiche infrastrutturali, ciascuno dei quali è stato trattato con un approccio diametralmente opposto dai due contendenti.
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