Frassati e Acutis, due volti della santità per la Chiesa di oggi
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Redazione Interno
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La prossima canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, prevista per il 7 settembre a Roma, rappresenta un evento di profonda significanza per la Chiesa cattolica, che propone ai fedeli due modelli di santità capaci di parlare, seppur in modo diverso, alle nuove generazioni. Entrambi, infatti, sebbene separati da quasi un secolo di storia – il primo, nato a inizio Novecento, morì giovanissimo nel 1925; il secondo è scomparso nel 2006 –, incarnano un’esistenza totalmente dedicata alla fede, vissuta con un entusiasmo e una modernità che ne facilitano l’immedesimazione.
La figura di Pier Giorgio Frassati, torinese, è da tempo oggetto di una devozione che ha conquistato anche i piani alti della Chiesa. Come riportato dalla postulatrice, sia Giovanni Paolo II che Francesco hanno espresso ammirazione per la sua vicenda umana e spirituale. Wojtyla, che lo beatificò nel 1990, confessò di esserne rimasto personalmente colpito; Bergoglio, invece, ne sentì parlare dal padre, membro dell’Azione Cattolica, che gli trasmetteva il ricordo della sua contagiosa "gioia cristiana". Un fascino, il suo, che risiede in una testimonianza resa non attraverso gesti eclatanti ma nella normalità di una vita intensa, tra impegno sociale, amicizia e preghiera silenziosa.
Dall’altro lato, Carlo Acutis rappresenta il primo santo pienamente "millennial", un ragazzo il cui percorso si è consumato nell’epoca di internet, da lui utilizzato – con lungimiranza – come strumento di evangelizzazione. La sua popolarità, come sottolineato dal postulatore Nicola Gori, ha ormai superato i confini nazionali e quelli tradizionali del cattolicesimo, approdando in culture e Paesi molto distanti da quello italiano. La Diocesi di Milano, da cui proviene, celebra la canonizzazione con un’ondata di iniziative, tra cui l’affissione in ogni oratorio di un pannello commemorativo con la preghiera scritta dall’Arcivescovo per i giovani.




