Il "modello 4 2" fa il suo ingresso al Belluzzi di Rimini
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Redazione Interno
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Una significativa novità, la cui autorizzazione è giunta dall’Ufficio Scolastico Regionale, modifica l’offerta formativa dell’Istituto Belluzzi Fioravanti di Rimini, in via Cassini, che potrà così accogliere gli alunni a partire dal settembre del 2026. Il percorso, concentrato in quattro anni anziché cinque, riguarderà nello specifico l’indirizzo di Manutenzione e Assistenza Tecnica del settore professionale, le cui iscrizioni si apriranno a breve. Tale formula, che nasconde dietro un tecnicismo amministrativo un’opportunità concreta, consente di conseguire il diploma statale un anno prima, privilegiando una formazione spiccatamente pratica e orientata all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili.
Una scelta che amplia le prospettive per gli studenti
Il cosiddetto “4+2”, il cui esordio in provincia è stato anticipato dall’istituto “Caurga” di Chiavenna, si sta progressivamente diffondendo anche in altre zone, come a Sondrio e Tirano, con tre proposte distinte. Questo modello, che rappresenta un ponte strutturato tra il mondo della scuola e quello delle aziende, intende valorizzare le eccellenze produttive del territorio, agevolando un inserimento professionale più rapido al termine del ciclo di studi. Una volta ottenuta la maturità, coloro che la conseguiranno avranno davanti un ventaglio di opzioni: immettersi direttamente nel mercato del lavoro, proseguire gli studi universitari oppure iscriversi al biennio specialistico, il “+2” che completa la denominazione del progetto.
L’esperienza si allarga all’Istituto Belluzzi-Da Vinci
Parallelamente, anche l’Istituto Tecnico Tecnologico Belluzzi Da Vinci di Rimini comunica l’avvio, dal medesimo anno scolastico 2026/2027, di due corsi quadriennali per gli indirizzi di Costruzioni, Ambiente e Territorio e Informatica. Le famiglie interessate, che dovranno effettuare la scelta tra il 13 gennaio e il 14 febbraio utilizzando la piattaforma Unica, si trovano quindi per la prima volta a valutare, accanto ai percorsi tradizionali, l’alternativa del diploma “breve”. Si tratta di un’evoluzione del sistema scolastico che, pur muovendo i primi passi in modo ancora prudente, come dimostra l’esempio veneziano del Vendramin-Corner – dove lo scorso anno solo sedici studenti hanno intrapreso il percorso sperimentale –, sta gradualmente acquisendo spazio nella cornice normativa nazionale.
Un cambiamento strutturale per la scuola superiore
La trasformazione, dunque, non è episodica ma sembra delineare un quadro più ampio di ripensamento del tradizionale quinquennio, pur mantenendo inalterato il valore legale del Titolo di studio finale. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un canale formativo più snello e aderente alle dinamiche del tessuto economico-produttivo, senza per questo precludere gli approdi accademici. Alcuni di essi, come dimostrano i fatti di cronaca nera legati a situazioni di disagio giovanile, potrebbero trarre beneficio da un percorso scolastico più coinvolgente e professionalizzante, capace di offrire risposte concrete alle aspirazioni personali. La scuola, in definitiva, si adatta ai tempi, provando a costruire un raccordo più solido con le esigenze della società contemporanea.




