Paramount rilancia su Warner Bros. e prepara la guerra a Netflix
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tre giorni dopo l’annuncio che sembrava aver chiuso la partita, con Netflix pronta a ingoiare Warner Bros. Discovery per 82,7 miliardi di dollari, il panorama dell’intrattenimento globale è stato scosso da un colpo di scena inatteso. A scompaginare le carte, in una mossa che ha dell’ostile, è Paramount Skydance, il colosso guidato da David Ellison, il quale ha presentato un’offerta da 108,4 miliardi di dollari per l’intero gruppo. Una cifra, come sottolineato in una nota dalla stessa Paramount, che supera di ben 18 miliardi l’ammontare proposto dalla piattaforma di streaming, gettando nello sconcerto gli osservatori e aprendo un braccio di ferro senza esclusione di colpi. L’operazione, che valorizza il pacchetto azionario a 30 dollari per Titolo, non mira a spezzettare l’impero mediatico ma ad acquisirlo nella sua interezza, comprendendo quindi anche i canali televisivi di punta, da Cnn in giù, in una logica di consolidamento che mira a creare un antagonista di peso in grado di competere su tutti i fronti.
La controfferta che ribalta i piani
La corsa al controllo di uno degli studi più iconici di Hollywood, che solo pochi giorni fa pareva essersi conclusa con la vittoria di Netflix dopo una gara serrata con altri contendenti come Comcast, è dunque ripartita più agguerrita che mai. La mail inviata agli abbonati dalla piattaforma, nella quale si dava il benvenuto a Warner Bros. illustrando i futuri cambiamenti, rischia ora di suonare prematura. La controfferta di Paramount Skydance, arrivata nelle scorse ore, non è un semplice rilancio ma una scalata che punta a bloccare l’operazione già concordata, costringendo il board di Warner Bros. Discovery a una nuova e delicatissima valutazione. Un risiko che si gioca su cifre da capogiro e che riflette la volontà di Ellison di non rimanere ai margini di una trasformazione epocale del settore, dove la distinzione tra contenuti tradizionali e digitali si fa sempre più labile.
Le rassicurazioni di Netflix e il valore del cinema
Davanti a questa improvvisa sterzata, i co-ceo di Netflix si sono detti pubblicamente “estremamente fiduciosi” nella conclusione dell’accordo da loro predisposto. A rafforzare questa posizione, è intervenuto direttamente Ted Sarandos, il quale ha voluto rassicurare Wall Street e gli addetti ai lavori su un punto cruciale: l’eventuale acquisizione di Warner Bros. da parte della sua compagnia non avrebbe portato alla cessazione delle attività cinematografiche dello studio. Il loro valore, ha spiegato, risiederebbe proprio nella capacità di coprire settori e generi che Netflix attualmente non sviluppa in-house, preservando quel know-how e quella produzione per le sale che rappresentano un patrimonio insostituibile. Dichiarazioni che mirano a calmare gli animi in un’industria dove le fusioni spesso generano timori di drastici ridimensionamenti e perdita di identità.
Uno scontro dai contorni politici
La battaglia, tuttavia, non si limita alle mere cifre o alle strategie di mercato, ma assume contorni più ampi e intriganti. L’offerta di Paramount Skydance, infatti, viene percepita da alcuni analisti come una mossa che va oltre la semplice competizione commerciale, toccando corde di natura politica. David Ellison, figura di spicco nel mondo dei media, è noto per le sue vicinanze con l’attuale amministrazione statunitense guidata dal presidente Donald Trump, legami che potrebbero influenzare, se non direttamente almeno nelle dinamiche di approvazione antitrust, l’esito di questa complessa trattativa. Se da un lato Netflix punta sulla sua potenza di fuoco nel streaming, dall’altro Paramount sembra giocare una carta più tradizionale ma estremamente solida, fondata su un mix di contenuti, piattaforme televisive e, forse, su appoggi in ambiti decisionali che potrebbero rivelarsi determinanti nelle prossime settimane, mentre le due proposte vengono esaminate.




