Kering vende il palazzo di via Montenapoleone, al Qatar l’80% per 1,2 miliardi
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Redazione Economia
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C’è una transazione, chiusa mercoledì primo aprile con effetto immediato nonostante la data sospetta, che riscrive silenziosamente i confini patrimoniali del lusso milanese. Il gruppo francese Kering, quello che controlla griffe come Gucci e Saint Laurent e che da qualche anno si era trasformato anche in un raffinato investitore immobiliare nel cuore del Quadrilatero della moda, ha annunciato la cessione dell’80% di uno dei suoi gioielli più preziosi: l’edificio settecentesco di via Monte Napoleone 8. Un’operazione da oltre un miliardo di euro – precisamente 1,2 miliardi – che vede come acquirente principale Al-Mirqab, società riconducibile ad Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, figura di spicco della famiglia reale qatariota nonché zio dell’emiro.
Una newco per il trasferimento, la quota residua del 20% resta ai francesi
La meccanica dell’accordo, rivelata dal ‘Corriere della Sera’ e confermata da fonti finanziarie, non prevede una vendita diretta e secca. Kering ha invece conferito l’intero immobile – uno dei più ampi e storicamente iconici dell’intera via dello shopping – in una società per azioni di nuova costituzione. Il controllo di questa newco è stato poi ripartito in modo netto: l’80% è finito nelle mani di Al-Mirqab, mentre il colosso transalpino ha trattenuto per sé un residuale 20%. Una struttura che consente ai qatarioti di entrare subito nel governo dell’asset, ma che lascia ai francesi un piede dentro l’affare, forse in funzione di future sinergie o semplicemente come polizza su un valore destinato a crescere.
L’incasso immediato è di 729 milioni, il resto dilazionato in cinque anni
Dell’importo complessivo – che stando ai documenti ufficiali supera abbondantemente il miliardo, attestandosi a 1,2 miliardi di euro – Kering ha già incassato alla firma 729 milioni. La restante tranche, pari a 432 milioni, verrà invece corrisposta dall’acquirente nei prossimi cinque anni. Un flusso di cassa differito che non ha comunque impedito al gruppo guidato da Luca de Meo (l’amministratore delegato, va ricordato, è stato chiamato a risanare i conti dopo un biennio complesso per il comparto del lusso) di presentare l’operazione come un tassello decisivo nella strategia di riduzione dell’indebitamento. Un messaggio, quello inviato al mercato, che suona chiaro: meglio un palazzo in meno in bilancio e un debito più leggero, anche a costo di cedere un pezzo di storia milanese.
Il palazzo dei record nel quadrilatero, il Qatar scommette ancora su Milano
L’edificio di via Monte Napoleone 8 non è un immobile qualunque. Si tratta di una dimora nobiliare del XVIII secolo, che occupa una posizione di primo piano nella strada più cara d’Italia e tra le più celebri al mondo per lo shopping di alta gamma. Kering lo aveva acquisito qualche anno fa, in un’altra fase del mercato, e da allora ne aveva fatto una bandiera della propria presenza fisica nel distretto milanese. Ora, con la cessione dell’80% ad Al-Mirqab, il gruppo qatariota si ritrova a possedere la fetta maggiore di uno dei lotti più ambiti del quadrilatero. Una mossa che conferma, semmai ce ne fosse bisogno, l’appetito dei fondi e delle famiglie reali del Golfo per il mattone di prestigio italiano. E che lascia sul campo una domanda, inevitabile: quanto vale davvero un palazzo quando a comprarlo non è solo denaro, ma la proiezione geopolitica di uno Stato?




