Kering cede l’80% di Montenapoleone 8 ad Al-Mirqab, operazione da oltre un miliardo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Non capita tutti i giorni, va detto, che un palazzo simbolo del lusso milanese cambi di mano con una cifra che sfiora l’incredibile. Eppure è proprio ciò che è accaduto ieri, quando il colosso francese Kering, quello che ha nella propria scuderia griffe come Gucci e Saint Laurent, ha annunciato la cessione dell’80% dell’immobile situato in via Montenapoleone 8. A rilevare la quota maggioritaria, per una somma complessiva che supera abbondantemente il miliardo di euro, è stata Al-Mirqab, società qatariota riconducibile alla figura di Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, zio dell’emiro regnante. L’operazione, va precisato, non è stata però una vendita secca e immediata: i francesi hanno conferito l’edificio in una newco appositamente costituita, trattenendo per sé un residuale 20% mentre il restante 80% passa sotto il controllo del Qatar.
I numeri dell’accordo e la tempistica dei pagamenti
La transazione, stando a quanto ricostruito, si sviluppa su un arco temporale che non si esaurisce con la firma dei contratti. Alla chiusura dell’operazione, avvenuta mercoledì primo aprile – una data che potrebbe suonare quasi ironica per certi versi, ma che qui non lascia spazio a scherzi – Kering ha incassato 729 milioni di euro. Il resto, vale a dire 432 milioni, verrà invece versato nei successivi cinque anni. Un meccanismo dilazionato che permette all’acquirente di gestire l’esborso senza per questo compromettere la sostanza dell’affare: parliamo di un valore complessivo che si aggira attorno a 1,2 miliardi di euro.
L’acquisto record del 2024 e la strategia di de Meo
C’è un antecedente che rende questa cessione ancora più significativa, se possibile. Il palazzo di via Montenapoleone 8, infatti, era stato acquistato da Kering nel 2024, direttamente dalle mani di Blackstone, per la bellezza di 1,3 miliardi. All’epoca si trattò del più grande investimento mai realizzato su un singolo edificio nella storia d’Italia, un record che aveva fatto parlare non poco gli addetti ai lavori. Oggi, a distanza di due anni, la controllante del lusso francese se ne priva in larga parte, e lo fa per ragioni che riguardano la gestione interna del gruppo. A guidare Kering, infatti, è Luca de Meo, il quale ha messo a dieta l’azienda sin dal suo insediamento. Una dieta, quella imposta dal manager, che ha già prodotto diversi “sacrifici” sul fronte patrimoniale; l’ultimo dei quali, in ordine di tempo, è proprio la cessione di questa prestigiosa quota immobiliare.
La nuova compagine societaria e il ruolo del Qatar
La struttura dell’affare, va detto, non è banale. La newco creata per l’occasione è una società per azioni, nella quale Kering mantiene appunto il 20% mentre Al-Mirqab sale all’80%. Quest’ultima fa capo alla persona di Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, figura di spicco della famiglia reale qatariota e zio dell’emiro. Non si tratta, evidentemente, di un compratore qualsiasi: il Qatar, ormai da anni, guarda con grande attenzione al mercato immobiliare di pregio milanese, e Montenapoleone rappresenta da sempre il cuore pulsante della moda e della finanza italiana. Con questa operazione, Al-Mirqab si assicura non solo un edificio di prestigio, ma anche una rendita di posizione all’interno di un contesto urbano dove ogni metro quadro vale oro.




