Bitcoin, l'incertezza regna sui mercati nonostante i rimbalzi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le probabilità che il bitcoin concluda l'anno al di sotto della soglia dei 90.000 dollari, secondo le rilevazioni della piattaforma di opzioni online Derive.xyz, sono salite fino a toccare il 50%, un dato che riflette il crescente scetticismo degli operatori i quali, nel contempo, hanno rafforzato le proprie coperture contro ulteriori ribassi dell’asset digitale più capitalizzato a livello globale. D’altra parte, e in maniera speculare, il mercato delle opzioni assegna una probabilità del tutto minoritaria, appena il 30%, alla possibilità che la criptovaluta riesca a superare i 100.000 dollari entro la fine del 2025. Giovedì, del resto, il bitcoin aveva registrato un calo del 4,2% che lo aveva portato a quotarsi a 86.681,41 dollari, dopo aver toccato il suo livello più basso negli ultimi sette mesi, un movimento che ha inevitabilmente alimentato le posizioni ribassiste.
Un recupero fragile e i venti contrari
Dopo quella fase di netta debolezza, il bitcoin è riuscito a ritrovare un parziale slancio, risalendo al di sopra dei 91.000 dollari. In una giornata caratterizzata da una volatilità che non accenna a placarsi, la criptovaluta ha segnato un incremento dell'1,46% portandosi a 91.766 dollari, dopo essere arrivata a sfiorare un guadagno dell'1,8% che l'aveva spinta fino a 92.217 dollari. Questo timido recupero, peraltro, segue da vicino il brusco scivolamento ai minimi di sette mesi, a 88.522 dollari, verificatosi alla vigilia in un contesto generale di avversione al rischio, acuita dai dubbi degli investitori sulla solidità del settore dell'intelligenza artificiale e sulla possibilità che si stia formando una bolla speculativa.
La correzione più significativa del ciclo
Il calo registrato all'inizio della settimana, che ha spinto il prezzo verso gli 88.000 dollari, ha determinato una flessione complessiva del 26,7% del suo valore, superando di un soffio il precedente ribasso del 26,5% occorso ad aprile e configurandosi così come la correzione più marcata dall’inizio dell’attuale ciclo rialzista. Un movimento di tale entità, com’è facile aspettarsi, ha fatto scattare diversi indicatori tecnici che segnalano una struttura di mercato profondamente messa alla prova, la quale fatica a ritrovare una direzione definita nonostante qualcuno veda in queste livellazioni un’opportunità d’acquisto da cogliere rapidamente.
La reazione ai dati macroeconomici
Anche i guadagni più modesti, negli ultimi tempi, sono stati regolarmente accolti da ondate di vendite, un modello comportamentale che si è ripetuto con puntualità. Il riportarsi del valore attorno agli 88.000 dollari, dopo un rally che lo aveva riportato brevemente sopra i 93.000 dollari, ne è la conferma più recente. Quel rialzo era scaturito, nelle ore serali di mercoledì negli Stati Uniti, dall’ondata di ottimismo generata dai solidi risultati trimestrali di Nvidia, risultati che avevano temporaneamente tranquillizzato i mercati, mostrando tuttavia ancora una volta la stretta correlazione tra l’umore degli investitori in criptovalute e l’andamento dei titoli tecnologici più influenti.




