Missili Atacms, l'arma chiave di Kiev contro la Russia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il recente attacco dell'Ucraina al territorio russo ha riportato l'attenzione sui missili MGM-140 Army Tactical Missile System, meglio noti come Atacms, forniti dagli Stati Uniti. Questi missili balistici tattici a corto raggio, con una gittata massima di 300 km, sono progettati per colpire con precisione obiettivi strategici sul campo di battaglia, rappresentando un elemento fondamentale dell'arsenale militare statunitense e degli alleati Nato.

L'uso di queste armi da parte di Kiev, approvato dall'amministrazione Biden, mira a rafforzare gli sforzi bellici ucraini e a rallentare l'avanzata delle truppe russe nell'est del paese. Tuttavia, l'impiego di mine antiuomo, anch'esse fornite dagli Stati Uniti, solleva questioni etiche e legali. Queste mine, vietate dal Trattato di Ottawa del 1997, al quale aderiscono 164 paesi, sono state approvate con la condizione che l'Ucraina non le utilizzi in aree densamente popolate e che siano dotate di una durata di attività limitata.

Il Trattato di Ottawa, entrato in vigore il 1 marzo 1999, proibisce la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di mine antiuomo, obbligando i paesi firmatari a distruggere i loro arsenali. Nonostante ciò, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l'India non hanno sottoscritto l'accordo, mantenendo la possibilità di utilizzare tali armi.

L'ultima mossa dell'amministrazione statunitense, che precede il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio, è stata criticata da diverse voci, tra cui Jeffrey Sachs, direttore del Centro per lo Sviluppo Sostenibile della Columbia University.

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