Missili russi su Kiev: una vittima nella capitale, nove bambini uccisi a Kryvyi Rih
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Redazione Esteri
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L’offensiva aerea russa si è abbattuta con violenza su diverse regioni dell’Ucraina, seminando morte e distruzione in un escalation che non accenna a placarsi. A Kiev, dove i raid hanno colpito nella notte tra il 5 e il 6 aprile, almeno una persona ha perso la vita sotto le macerie di un edificio devastato dalle esplosioni. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato il recupero del corpo, mentre i vigili del fuoco combattevano contro gli incendi divampati in più quartieri, tra automobili in fiamme e strutture ridotte a scheletri di cemento.
Ma è a Kryvyi Rih, città natale del presidente Volodymyr Zelensky, che il bilancio si è fatto ancor più drammatico. Un missile, caduto nel distretto di Saksahanskyi nelle prime ore della serata, ha centrato un’area residenziale proprio mentre le famiglie si preparavano al weekend. L’esplosione, avvenuta nei pressi di un parco giochi, ha travolto case, una scuola e un ristorante, uccidendo almeno nove bambini, il più piccolo dei quali aveva appena tre mesi. Feriti, molti dei quali in gravi condizioni, sono stati trasportati in ospedale mentre i soccorritori setacciavano le macerie alla ricerca di sopravvissuti.
L’attacco alla capitale non è stato isolato. Nella stessa notte, un missile balistico ha colpito l’International Broadcasting Multimedia Center, sede di emittenti televisive internazionali, in quello che appare come un tentativo di colpire anche la diffusione di informazioni. A Odessa e in altre città, le sirene antiaeree hanno suonato incessantemente, mentre la difesa ucraina cercava di intercettare i droni e i proiettili lanciati da Mosca, che da settimane intensifica i bombardamenti sulle infrastrutture civili.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato con durezza la strategia del Cremlino, accusando Mosca di «ignorare le proposte di pace mentre uccide bambini». Zelensky, dal canto suo, ha ribadito che questi attacchi rivelano l’unico obiettivo di Putin: «proseguire la guerra finché il mondo glielo permetterà». Senza citare esplicitamente i negoziati in corso, ha aggiunto che ogni esplosione è una risposta ai tentativi diplomatici, trasformati in carneficina contro una popolazione stremata.




